Resoconto della scoperta della sn2001I

 

Era un po’ di giorni che, causa il freddo, la cupola dell’Osservatorio del Col Drusciè ci dava problemi. Eravamo tutti un po’ sconsolati per il lavoro di ricerca che non poteva proseguire al massimo, ma comunque, sfidando gli intoppi della cupola, anche la sera del 15 gennaio, con una temperatura che sfiorava i –20°, mi collegai con l’osservatorio per iniziare la ricerca di supernovae nelle galassie che il programma mi segnalava. Tra queste c’era anche UGC2836, una galassia di tipo S0a, tipologia solitamente non ricchissima di supernovae, ma data l’elevata magnitudine assoluta (-22) si trattava di una galassia molto grande e ricca di stelle e quindi candidata potenziale per l’esplosione di qualche supernova di tipo Ia, le più luminose; perciò UGC2836 fu inserita nel nostro programma di ricerca C.R.O.S.S.

Verso le 19,30, terminata la sessione osservativa, andai a cenare e a riposarmi un po’. Alcune ore dopo scaricai la ventina di immagini acquisite ed iniziai verso mezzanotte ad esaminarle una per una. Arrivato ad UGC2836, mi accorsi che il nucleo della galassia, solitamente di aspetto sferoidale, risultava leggermente bitorzoluto verso sud-est. Visto che molte volte era capitato di fotografare dei "fantasmi", cioè degli oggetti che apparentemente assomigliavano a stelle e che invece, nella seconda immagine scomparivano, pensai che si trattasse anche questa volta di uno di questi fantomatici "ectoplasmi". Purtroppo, vista l’ora, la galassia era già fuori portata del nostro telescopio e quindi decisi di scrivere una e-mail a Weidong Li, responsabile del programma di ricerca di supernovae del Lick Observatory (L.O.T.O.S.S.), il centro che scopre più supernovae al mondo, per chiedergli se potesse fare una immagine di conferma. Collegatomi ad Internet e scaricato le circolari IAUC, ebbi immediatamente la risposta ai miei dubbi: il LOTOSS aveva individuato la nostra stessa supernova in UGC2836 soltanto 13 ore prima di noi e il Central Bureau for Astronomical Telegrams (CBAT) l’aveva segnalata alla comunità astronomica appena da un paio d’ore, cinque ore dopo la nostra scoperta indipendente.

Scrissi ugualmente a Weidong Li per chiedergli se era giusto che segnalassi la nostra scoperta a Daniel Green del CBAT, ed egli mi rispose che se l’individuazione era avvenuta all’insaputa della scoperta del LOTOSS, era giusto che la supernova venisse assegnata anche al CROSS come scoperta indipendente.

Finalmente, dopo alcuni mesi di "magra", potevamo segnare al nostro attivo un’altra scoperta, del tutto simile alla prima che facemmo il 12 febbraio 1999 in NGC2595 (SN1999aa), ma quella volta, per qualche oscuro motivo, il riconoscimento ufficiale non ci fu mai dato; peccato, ma da allora molta strada è stata fatta e molte soddisfazioni hanno coronato le notti insonni dei partecipanti del CROSS.

 

 

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Alessandro Dimai