Il pianetino "Cortina d'Ampezzo"

La mattina del 28 gennaio 2000, mentre da casa sua Alessandro Dimai comandava l'Osservatorio del Col Druscié, ha scoperto nei pressi di una luminosa galassia della Chioma di Berenice un asteroide di diciasettesima magnitudine.
IL NOME DI CORTINA TRA LE STELLE
Scoperto al Col Drusciè un nuovo pianetino!
di Alessandro Dimai
La mattina del 28 gennaio scorso un’altra
importante scoperta è stata effettuata utilizzando l’Osservatorio
remoto del Col Drusciè. Questa volta non una supernova, come già era
avvenuto il 17
dicembre 1999 ed il 12
gennaio 2000, ma bensì un nuovo asteroide, un pianetino che vaga nelle
profondità del Sistema Solare.
La tipologia di questi oggetti è molto varia: a volte sono estesi come una
regione, ma per la maggior parte non sono più grandi di una montagna. Ve ne
sono migliaia che orbitano tra Marte e Giove ed alcuni di essi si spingono fino
a raggiungere l’orbita della Terra, sfiorandola a volte , molto più raramente
colpendola con impatti che sono tanto più devastanti quanto più grande è il
diametro dell’asteroide. Il più famoso "crash" è sicuramente
quello di un pianetino di 10 km di diametro che 65 milioni di anni fa ha causato
l’estinzione dei dinosauri; l’ultimo degno di nota è quello che il 30
giugno 1908 ha devastato una regione di 2.000 km quadrati nella tundra
siberiana, il famoso "Evento Tunguska".
Ma anche se non colpiscono la Terra lo studio di questi corpi celesti è di
grande rilevanza scientifica.
La mattina del 28 gennaio era in corso la
consueta ricerca di supernovae. In quel momento era Alessandro Dimai che stava
pilotando da casa l’osservatorio del Col Drusciè su NGC 4394, una bella
galassia a spirale nella costellazione della Chioma di Berenice. Da un rapido
confronto dell’immagine apparsa sul monitor del computer, Dimai si accorse che
nei pressi della galassia c’era una stellina in più che non si trovava nella
foto di confronto. Fatte le opportune verifiche emerse che l’oggetto si
spostava, se pur di poco, tra le stelle di sfondo: era un pianetino!
Era però necessario capire se questo asteroide fosse già conosciuto o fosse
stato visto per la prima volta proprio dall’occhio elettronico dell’osservatorio
del Col Drusciè. Mandammo i dati tramite Vittorio Goretti, un socio bolognese
espertissimo in asteroidi, direttamente in America, al centro di raccolta
mondiale delle scoperte astronomiche. Dopo alcuni giorni ci giunse la conferma
che l’asteroide era sconosciuto: cercando supernovae avevamo scoperto un
pianetino…incredibile!
Se si considera che al giorno d’oggi è ancor più difficile scoprire
pianetini che supernovae, data l’enorme concorrenza degli osservatori militari
americani che scoprono da soli il 99,9% dei nuovi asteroidi, risulta ancora più
rilevante l’individuazione di questo nuovo corpo del Sistema Solare da parte
dei soci del sodalizio ampezzano.
Dai dati orbitali, seppure provvisori, si comprese che si trattava di un oggetto
di 4-5 km di diametro che gira attorno al Sole su un’orbita ellittica molto
allungata con un periodo di quasi 4 anni ed inclinata sull’eclittica, il piano
dove orbitano tutti i pianeti, di quasi 20°.
L’oggetto, a cui è stata assegnata la sigla provvisoria 2000BY3, si trova
ancora a più di 150 milioni di km dalla Terra, ma il suo moto, nei prossimi
mesi, è di costante avvicinamento al nostro pianeta.
A differenza delle supernovae, le quali vengono
battezzate con una fredda sigla, gli scopritori di asteroidi possono intitolare
l’oggetto scoperto a persone o località. Tra i 30.000 asteroidi finora
scoperti si possono così trovare nomi di grandi città o persone famose,
attori, scienziati o letterati, ma anche personaggi di secondo piano, se pur
meritevoli, hanno per così dire "comprato" la loro immortalità
facendosi nominare una scheggia vagante nel Sistema Solare.
Dopo aver seguito per molti mesi questo nuovo oggetto avremo quindi il diritto,
come scopritori, di battezzare questa "montagna cosmica": quale
miglior nome di Cortina d’Ampezzo, a perpetua memoria della nostra città,
luogo di incomparabile bellezza e "Regina" delle Dolomiti, le più
belle montagne del pianeta Terra?