Il pianetino "Cortina d'Ampezzo"

La mattina del 28 gennaio 2000, mentre da casa sua Alessandro Dimai comandava l'Osservatorio del Col Druscié, ha scoperto nei pressi di una luminosa galassia della Chioma di Berenice un asteroide di diciasettesima magnitudine.

Immagine dell'asteroide 50240 "Cortina" ripresa il 7 aprile 2004 nei pressi della galassia NGC 3504 nel Leone, durante l'opposizione del 2004. La magnitudine dell'asteroide, al momento della ripresa, era di +17,5 (exp. 50 sec. Newton 50 cm f/5 CCD HiSis 44)
   

IL NOME DI CORTINA TRA LE STELLE

Scoperto al Col Drusciè un nuovo pianetino!

di Alessandro Dimai

La mattina del 28 gennaio scorso un’altra importante scoperta è stata effettuata utilizzando l’Osservatorio remoto del Col Drusciè. Questa volta non una supernova, come già era avvenuto il 17 dicembre 1999 ed il 12 gennaio 2000, ma bensì un nuovo asteroide, un pianetino che vaga nelle profondità del Sistema Solare.
La tipologia di questi oggetti è molto varia: a volte sono estesi come una regione, ma per la maggior parte non sono più grandi di una montagna. Ve ne sono migliaia che orbitano tra Marte e Giove ed alcuni di essi si spingono fino a raggiungere l’orbita della Terra, sfiorandola a volte , molto più raramente colpendola con impatti che sono tanto più devastanti quanto più grande è il diametro dell’asteroide. Il più famoso "crash" è sicuramente quello di un pianetino di 10 km di diametro che 65 milioni di anni fa ha causato l’estinzione dei dinosauri; l’ultimo degno di nota è quello che il 30 giugno 1908 ha devastato una regione di 2.000 km quadrati nella tundra siberiana, il famoso "Evento Tunguska".
Ma anche se non colpiscono la Terra lo studio di questi corpi celesti è di grande rilevanza scientifica.

La mattina del 28 gennaio era in corso la consueta ricerca di supernovae. In quel momento era Alessandro Dimai che stava pilotando da casa l’osservatorio del Col Drusciè su NGC 4394, una bella galassia a spirale nella costellazione della Chioma di Berenice. Da un rapido confronto dell’immagine apparsa sul monitor del computer, Dimai si accorse che nei pressi della galassia c’era una stellina in più che non si trovava nella foto di confronto. Fatte le opportune verifiche emerse che l’oggetto si spostava, se pur di poco, tra le stelle di sfondo: era un pianetino!
Era però necessario capire se questo asteroide fosse già conosciuto o fosse stato visto per la prima volta proprio dall’occhio elettronico dell’osservatorio del Col Drusciè. Mandammo i dati tramite Vittorio Goretti, un socio bolognese espertissimo in asteroidi, direttamente in America, al centro di raccolta mondiale delle scoperte astronomiche. Dopo alcuni giorni ci giunse la conferma che l’asteroide era sconosciuto: cercando supernovae avevamo scoperto un pianetino…incredibile!
Se si considera che al giorno d’oggi è ancor più difficile scoprire pianetini che supernovae, data l’enorme concorrenza degli osservatori militari americani che scoprono da soli il 99,9% dei nuovi asteroidi, risulta ancora più rilevante l’individuazione di questo nuovo corpo del Sistema Solare da parte dei soci del sodalizio ampezzano.
Dai dati orbitali, seppure provvisori, si comprese che si trattava di un oggetto di 4-5 km di diametro che gira attorno al Sole su un’orbita ellittica molto allungata con un periodo di quasi 4 anni ed inclinata sull’eclittica, il piano dove orbitano tutti i pianeti, di quasi 20°.
L’oggetto, a cui è stata assegnata la sigla provvisoria 2000BY3, si trova ancora a più di 150 milioni di km dalla Terra, ma il suo moto, nei prossimi mesi, è di costante avvicinamento al nostro pianeta.

A differenza delle supernovae, le quali vengono battezzate con una fredda sigla, gli scopritori di asteroidi possono intitolare l’oggetto scoperto a persone o località. Tra i 30.000 asteroidi finora scoperti si possono così trovare nomi di grandi città o persone famose, attori, scienziati o letterati, ma anche personaggi di secondo piano, se pur meritevoli, hanno per così dire "comprato" la loro immortalità facendosi nominare una scheggia vagante nel Sistema Solare.
Dopo aver seguito per molti mesi questo nuovo oggetto avremo quindi il diritto, come scopritori, di battezzare questa "montagna cosmica": quale miglior nome di Cortina d’Ampezzo, a perpetua memoria della nostra città, luogo di incomparabile bellezza e "Regina" delle Dolomiti, le più belle montagne del pianeta Terra?