PLUTONE DECLASSATO

di Alessandro Dimai

 

Plutone retrocesso in serie B! E’ questa la notizia dell’anno. Lo scorso 24 agosto i membri della International Astronomical Union, riuniti a Praga, decidono di declassare Plutone, che diventa quindi "pianeta nano" e va nella stessa categoria di Cerere, Caronte, satellite di Plutone, e 2003 UB313 (Xena), poi ribattezzato Eris; in questi casi, al contrario, si tratta di grandi asteroidi "promossi" al rango di pianeti nani. Il Sistema Solare secondo gli astronomi della IAU (Unione astronomica internazionale) è ora formato da otto pianeti "classici": Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno in ordine di distanza dal Sole e da  4 pianeti "nani", nonché da una miriade di asteroidi e comete. Il declassamento di Plutone è stato dettato dalle sue dimensioni troppo piccole (il suo diametro medio è di circa 2306 chilometri). I miglioramenti nelle osservazioni spaziali stanno permettendo infatti agli scienziati di scoprire l'esistenza di molti altri corpi celesti della grandezza simile a quella dell'ex pianeta e da qui l'esigenza di introdurre la categoria dei "pianeti nani".


Plutone ripreso al Col Drusciè nel lontano 1987

Scoperto nel 1930 e battezzato in onore della divinità romana dell'oltretomba, Plutone era  il pianeta più distante dal Sole e l'unico a non essere mai stato visitato da una sonda. Molte misurazioni sono quindi approssimative e non confermate. La sua debole atmosfera è composta prevalentemente da metano gassoso, argon, azoto, monossido di carbonio e ossigeno. La sua superficie, composta da ghiaccio d'acqua e di metano, non è uniforme, come dimostrano le sensibili variazioni di albedo (la quantità di luce riflessa) riscontrabili da Terra nel corso della sua rotazione. Da tempo la natura di Plutone era al centro del dibattito astrofisico. Una parte di scienziati ipotizza infatti che possa essere un grosso asteroide della fascia di Kuiper, intuizione rafforzata quando è stato scoperto un asteroide appartenente a questa fascia con un diametro di ben 1000 km, circa la metà di Plutone. Prima del declassamento Plutone, oltre ad essere classificato come pianeta, era anche considerato il maggiore dei corpi della fascia di Kuiper. Ma quale è la distinzione tra "pianeta" e "pianeta nano"? Per la definizione generale di pianeta si è voluto utilizzare un fenomeno fisico di base, universale: il fatto, cioè, che la forza di gravità, per sue proprietà intrinseche, quando è lasciata libera di agire “costruisce” corpi di forma sferica. Alla luce di questo, la IAU ha deciso di chiamare pianeti quei corpi celesti che a) orbitano intorno al Sole, b) hanno una massa sufficiente affinché la forza di gravità che loro stessi producono li plasmi in forma quasi sferica e, infine, c) “hanno ripulito” la loro orbita da corpi minori. In sostanza cioè hanno “mangiato” tutti i piccoli corpi che si trovavano nelle vicinanze della loro orbita. Per Plutone questo non è vero, tanto che viene recuperato come rappresentante principale dei pianeti nani, che si distinguono per il fatto che non hanno “ripulito l’orbita”, si trovano cioè immersi in un mare di altri corpi più piccoli la cui orbita è nelle loro immediate vicinanze. Infine, naturalmente, non devono essere “satelliti” di pianeti: la nostra Luna, per esempio, non è un pianeta, né un pianeta nano. Tutti gli altri corpi sono collettivamente indicati come oggetti di piccole dimensioni del Sistema Solare: gli asteroidi, le comete, tutti gli oggetti transplutoniani che non sono pianeti nani. La definizione di “pianeta nano” ha effetti interessanti, perché lascia le porte aperte a nuove scoperte: siamo certi che oltre Plutone esiste un numero rilevante di oggetti con le caratteristiche giuste per essere definiti pianeti nani. In realtà ogni candidatura dovrà essere vagliata da apposite commissioni dell’Unione Astronomia Internazionale, che da subito dovrà considerare altre candidature molto promettenti fra gli asteroidi, come per esempio Vesta, Pallade o Igea.

Staremo a vedere che altre elucubrazioni linguistiche adotteranno gli astronomi per classificare i nuovi oggetti che inevitabilmente gli strumenti astronomici di nuova generazione andranno a scoprire nel futuro.

 

Cortina Astronomica 2007

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