

una
luminosa perseide ripresa l'11 agosto 1993 (foto
D.G. Bandion)
Le Perseidi sono uno sciame
meteorico che l'orbita terrestre attraversa durante il periodo
estivo. La pioggia meteorica si manifesta dalla fine di luglio
fino oltre il 20 agosto, e il picco di visibilità è concentrato
attorno al 12 agosto, con una media di circa un centinaio di
scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora dalla Terra.
Ciò rende questo sciame tra i più rilevanti in termini di
osservabilità tra tutti quelli incrociati dal nostro pianeta nel
corso della sua rivoluzione intorno al Sole.
Il
radiante
Per osservare le Perseidi
occorre individuare la zona del radiante che è posizionata tra le costellazioni
del Perseo e di Cassiopea, verso
Nord Est (v.figura). Bisogna però considerare che pur provenendo in genere da
questa zona, le meteore possono apparire in ogni angolo di cielo e quindi è
opportuno scegliersi una zona d'osservazione completamente aperta e una sedia a
sdraio che eviti contorsioni del collo piuttosto dolorose dopo una mezzora di
osservazioni a testa in su.

Natura e
origine
La fantasia popolare le ha definite "stelle che cadono", ma il termine è
quanto mai scorretto: le scie luminose che vediamo nel cielo non possono essere
"stelle" in caduta libera, poiché le stelle - come il nostro Sole del resto -
sono corpi enormi e caldissimi, composti principalmente da idrogeno ed elio, che
terminano le loro lunghissime vite (miliardi di anni) esplodendo o spegnendosi
in modo più o meno burrascoso. E' vero che osservando questo fenomeno ci viene
subito in mente una "stella morente", e forse è proprio per questo che gli
uomini vorrebbero che portasse con sé, nel suo ultimo viaggio, un desiderio da
lasciare chissà dove. In
teoria le stelle cadenti si possono osservare durante
tutto l'anno con una media di circa una per ogni quarto d'ora, purché ci si
trovi sotto un cielo buio e pulito, come ormai si può trovare solamente in alta
montagna. A causa del cattivo uso dell'illuminazione notturna, che spesso
disperde verso l'alto la maggior parte della propria luce (come nel caso delle
illuminazioni a globo) rischiarando il cielo e non la terra, con enorme spreco
energetico, la maggior parte della gente che vive in pianura non può più godere
dello spettacolo offerto dal cielo stellato.
Fino all'inizio dell'800 le stelle cadenti non destarono particolare curiosità
negli astronomi che erano piuttosto propensi a ritenerle un fenomeno
atmosferico, meteorologico o quasi, tanto da essere indicate come meteore, nome
scientifico che portano tuttora. Anche se nella tradizione popolare era noto
forse da secoli che le stelle cadenti erano più abbondanti nel mese di agosto,
tanto da attribuirle al pianto di S. Lorenzo, martirizzato il 10 Agosto del 258 d.C., solo attorno al 1830 vennero raccolte prove statistiche che dimostravano
la ricorrenza annuale del fenomeno. L'attenzione del pubblico e degli scienziati
verso il fenomeno delle stelle cadenti fu certamente galvanizzato
dall'eccezionale pioggia meteorica del novembre 1833, quando in poche ore
migliaia di meteore solcarono i cieli, evento che si è ripetuto nella notte tra
il 17 e il 18 novembre 1999, quando i più fortunati spettatori poterono contare
fino a 9000 meteore all'ora.
Finalmente nel 1838, indipendentemente, Adolphe Quetelet direttore
dell'osservatorio di Bruxelles e l'astronomo dilettante Edward Herrick, dagli
Stati Uniti, annunciavano la scoperta di numerose ricorrenze annuali di sciami
meteorici, tra cui spicca per quantità e continuità quello del 10 agosto. Cosa
fossero, restava un mistero. Il primo a comprendere la natura del fenomeno fu
Giovanni Virgilio Schiaparelli, eclettico astronomo piemontese, per molti anni
direttore dell'Osservatorio astronomico di Brera a cui è dedicato l'Osservatorio
varesino, in onore anche al suo talento di divulgatore scientifico.

la traccia di una Leonide
La cometa
Swift-Tuttle: progenitrice delle Perseidi
E' questa la cometa che ha dato origine, molti anni fa, allo sciame delle
Perseidi. Si chiama Swift-Tuttle, dal nome dei suoi scopritori. Questa cometa ha
un nucleo del diametro di circa 10 Km; il suo ultimo passaggio vicino al Sole
risale al 1992, ma dovremo aspettare fino al 2126 per rivederla.
La teoria di Schiaparelli, poi rivelatasi esatta, ipotizzava che le comete,
durante i loro avvicinamenti al sole, che le portano ad evaporare formando una
lunga coda di gas e polveri spazzata dal vento solare, lasciassero dietro di sé,
pressappoco sulla stessa orbita, numerosissimi detriti (pezzetti di ghiaccio,
sassolini, polveri). Quando la Terra, viaggiando nello spazio, attraversa queste
regioni, i minutissimi detriti entrano nell'atmosfera terrestre ad altissima
velocità (fino a 50 Km/secondo, oltre 50 volte la velocità di una pallottola di
fucile), ed evaporano a causa del forte attrito e surriscaldamento lasciando
talvolta anche una scia colorata, dovuta alla ionizzazione dell'aria.
Il tratto di orbita più prossimo alla cometa è naturalmente quello più ricco di
polveri e quindi negli anni più vicini al transito della cometa, l'attività
dello sciame meteorico si accentua. La cometa Swift-Tuttle, dopo essere stata
osservata per 3 mesi nel 1862, è stata riscoperta nel 1992 dopo essere stata
cercata infruttuosamente per quasi 10 anni poiché l'orbita era stata leggermente
modificata dai getti di gas, un po’ come avviene per i satelliti artificiali.
All'avvicinamento della cometa hanno fatto da contorno degli sciami meteorici
particolarmente intensi nel 1980 e attorno al 1992. Impossibile prevedere
esattamente quale sarà l'intensità della pioggia delle stelle cadenti,
ma storicamente si sono potute raramente contare più di un centinaio di
meteore/ora anche in condizioni ottimali, sotto cieli molto scuri e puliti e
senza il chiarore lunare.

Effetti
sulla Terra
Le stelle cadenti, che chiameremo meteore - questo è il nome corretto - sono
degli oggetti innocui per la Terra perché, in ogni caso, non riescono a
raggiungere la superficie terrestre, ma si disgregano già negli strati più alti
dell'atmosfera, a circa 90-120 km dal suolo. Tuttavia il nostro pianeta subisce
un bombardamento incessante da parte di questi piccoli oggetti: da calcoli fatti
pare che ne cadano ogni giorno una quantità pari a 400 tonnellate!
Meteoriti
Altra cosa sono, naturalmente, le meteoriti: con questo termine si designano
quegli oggetti, in genere più grandi di 30 metri, che riescono ad attraversare
l'atmosfera e raggiungono la superficie terrestre. In passato il nostro Pianeta
fu colpito più volte da questi oggetti, che hanno lasciato tracce assai vistose
soprattutto in aree desertiche o nelle regioni polari.
la cometa Swift-Tuttle, progenitrice delle Perseidi
Come
fotografare le Perseidi
A chi volesse
immortalare la notte delle stelle cadenti consigliamo di dotarsi di impostare la
propria digitale (o procurarsi una pellicola in caso di macchina tradizionale)
al alta sensibilità, 800 ASA e oltre, ed abbinare un obbiettivo grandangolare 24
o 28 mm (meglio se 15 o 17 mm) impostato alla massima luminosità possibile. Lo
si punterà in direzione della costellazione del Perseo-Cigno e, facendo delle
riprese di 30-60 secondi, meglio se inseguite, si registreranno quante più
meteore possibile. Dato che in prima serata il radiante si troverà abbastanza
basso sull'orizzonte nord, sarà possibile inserire nell'inquadratura anche
elementi del paesaggio, montagne, alberi, paesi non troppo illuminati,... in
questi casi diventa preferibile utilizzare degli obbiettivi super-grandangolari
(16 o 20 mm di focale) in modo da non limitare troppo la sezione di cielo
inquadrata.
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