Nova Aquilae 1999
Il primo dicembre, mentre sondava la Via Lattea con il suo binocolo 14 x 100, l'astrofilo e cacciatore di novae Alfredo Pereira di Cabo Da Roca, in Portogallo, ha visto una stella di 6° magnitudine a 2° NNO di delta Aquilae dove non ne erano state osservate in precedenza. Riportata la scoperta al Central Bureau for Astronomical Telegrams a Cambridge, Massachusetts, il centro otteneva la conferma da diversi osservatori ed in seguito, con la Circolare IAU 7323 del primo dicembre annunciava la scoperta della Nova Aquilae 1999 n. 2.
Tra coloro che hanno reso possibile la conferma, Dennis di Cicco di Sky & Telescope, che ha ricavato la seguente posizione (equinozio 2000) dalle immagini CCD:
A poche ore dalla scoperta, avvenuta intorno alle 23:00 Tempo Universale del primo dicembre, molti astronomi l'hanno potuta osservare utilizzando un binocolo risplendere sino alla magnitudine 5,4 ed era in aumento. All'ora 0 TU del 3 dicembre aveva raggiunto la magnitudine 4 ed era debolmente visibile ad occhio nudo persino in aree con un inquinamento luminoso modesto. Dalla mattina del 6 dicembre TU la nova è scesa alla magnitudine 5,4. Se si comporterà come la maggior parte delle novae, lentamente diminuirà di luminosità nelle prossime settimane. La nostra immagine del 7 dicembre ce la mostra ad una magnitudine apparente di 6.2

Dopo il tramonto, l'Aquila si trova piuttosto in alto ad ovest-sud-ovest. Se non siete pratici nel ritrovare questa costellazione, consultatequesta mappa del cielo delle costellazioni dell'emisfero nord di questo periodo dell'anno. Per maggiori informazioni e carte celesti con magnitudini di paragone visitate il sito web dell'American Association of Variable Star Observers (AAVSO).

Cos'è una nova? Meno spettacolari delle Supernovae, ma più appariscenti delle variabili, le novae sono stelle di un sistema binario che improvvisamente aumentano in maniera eccezionale la loro luminosità fino ad un incremento di 10 magnitudini. Il fenomeno, non troppo raro, si manifesta quando dalla stella più grande del sistema si disperde del materiale che viene catturato dalla forza di gravità della stella minore, di solito una nana bianca, molto più densa e massiccia. Quando questo materiale raggiunge una certa densità si innesca una reazione nucleare che rende improvvisamwente molto più luminosa la stella più piccola del sistema binario. Il fenomeno non è però drammatico e definitivo come quello generato dallo scoppio di una Supernova, ma anzi sembra che il processo si ripresenti nello stesso sistema con cicli variabili di centinaia o anche migliaia di anni.
Torna alla Home page Supernovae