Sentir
definire freddo un oggetto con temperatura di 300 gradi
Celsius può certamente far sorridere (il piombo, per
esempio, fonde più o meno a quella temperatura), ma
quando si tratta di oggetti stellari l'aggettivo calza
alla perfezione. Diventa addirittura quasi scontato
quando si parla di nane brune, oggetti celesti che non
sono riusciti ad accendere in modo stabile le reazioni
nucleari tipiche delle stelle. La loro presenza sfugge
all'osservazione visibile e solo l'indagine infrarossa
può indicarci la loro esistenza.
Ed è proprio stata una survey nell'infrarosso - la UKIRT
Infrared Deep Sky Survey compiuta con il telescopio
infrarosso britannico collocato in vetta al Mauna Kea -
a dare agli astronomi la prima indicazione della
presenza di un oggetto finora sfuggito all'osservazione
in orbita intorno a Wolf 940, una nana rossa distante
circa 40 anni luce. Wolf 940B, così è stata battezzata
la nana bruna appena scoperta, dista 440 unità
astronomiche dalla stella compagna ed è appunto
caratterizzata dalla temperatura insolitamente bassa di
300 gradi, un dato che è stato confermato anche da
successive misurazioni effettuate con il telescopio
Gemini North. A detta degli scopritori, si tratta della
prima volta che si riesce a studiare un oggetto così
freddo in modo tanto dettagliato.
L'annuncio della scoperta, in attessa della
pubblicazione dello studio su uno dei prossimi numeri di
MNRAS, è stato dato qualche giorno fa da Ben Burningham
(University of Hertfordshire) in occasione dell'European
Week of Astronomy and Space Science. "Ciò che rende
interessante questa scoperta - ha sottolineato
Burningham - è che possiamo utilizzare tutto ciò che
conosciamo della stella principale come punto di
partenza per ricavare le proprietà della nana bruna."
Un aiuto notevole per gli astronomi alle prese con i
difficili modelli atmosferici in grado di descrivere i
processi termici che governano le nane brune. |