David
Lafreniere (Università di Toronto) è convinto che,
nascosti tra le immagini che Hubble ha archiviato nel
corso della sua quasi ventennale attività, vi siano le
tracce concrete che possono portare all'identificazione
di sistemi planetari extrasolari non ancora scoperti. La
prova l'ha avuta cercando la conferma di un sistema
planetario extrasolare in orbita intorno ad HR 8799, una
giovane stella distante circa 130 anni luce. Il sistema
era già noto agli astronomi, scoperto grazie a
osservazioni effettuate nel 2007 e 2008 con i telescopi
Keck e Gemini North, ma Lafreniere ha voluto vedere se
le immagini acquisite nel corso degli anni dalle
apparecchiature di Hubble - in particolare dalla NICMOS
(Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer) -
potessero essere in qualche modo d'aiuto.
Utilizzando una nuova tecnica di trattamento dei dati,
Lafreniere è riuscito a individuare il pianeta di HR
8799 in immagini d'archivio risalenti a una decina
d'anni prima della scoperta del Keck/Gemini. Le immagini
di Hubble non solo hanno fornito la conferma
dell'esistenza del pianeta, ma hanno soprattutto
consentito di poter disporre di un arco temporale
osservativo più lungo, condizione indispensabile per
dimostrare che non si tratta di un oggetto di fondo
cielo, ma di un pianeta che orbita molto lentamente
(impiega circa 400 anni per compiere una rivoluzione
completa) intorno alla sua stella.
Lavorando al di sopra dell'atmosfera terrestre, poi,
Hubble ha potuto fornire preziose informazioni sul
pianeta precluse alle osservazioni da terra. I dati
raccolti nell'infrarosso vicino hanno infatti suggerito
che il pianeta sembra essere parzialmente coperto di
nubi e hanno mostrato come nella sua atmosfera vi sia la
chiara presenza delle righe spettrali dovute al vapore
acqueo.
Purtroppo la presenza del coronografo della NICMOS non
ha permesso di scorgere anche gli altri due pianeti che
compongono il sistema di HR 8799, ma ciò non toglie che
il risultato sia ugualmente molto interessante. Negli
ultimi dieci anni, infatti, Hubble ha osservato oltre
200 stelle con il suo coronografo alla ricerca di dischi
planetari e pianeti. Un archivio che la nuova tecnica
ideata da Lafreniere e dal suo team potrebbe far
fruttare a dovere. |