ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

24 Febbraio 2009

Cinque anni di scoperte

di Claudio Elidoro - Fonte: NASA

Difficile credere che tra quanti seguivano, trepidanti, l'arrivo di Spirit il 3 gennaio 2004 e quello, tre settimane più tardi, di Opportunity ci potesse essere qualcuno disposto a scommettere che, a distanza di cinque anni, quei due intrepidi rover avrebbero potuto ancora gironzolare e fare scienza sul Pianeta Rosso. Eppure, come ci hanno abituato i migliori film di avventura - e nonostante siano effettivamente un po' malconci - i due robottini sono pronti per nuove imprese.
Finora si sono avventurati per oltre 21 chilometri sul suolo marziano, hanno scalato montagne e sono scesi fino sul fondo di crateri, hanno combattuto contro insidiose trappole di sabbia e persino contro l'ineluttabile deterioramento delle loro stesse apparecchiature, hanno inviato a Terra dati e immagini (circa 250 mila) per un ammontare di 36 gigabytes: senz'ombra di dubbio un successo che va al di là di ogni più ottimistica previsione. Ma per Spirit e Opportunity non è ancora giunto il tempo di ritirarsi dall'attività.
Superate le difficoltà dovute allo scarso irraggiamento della stagione invernale, con il ritorno della bella stagione Spirit dovrebbe di nuovo riacquistare le energie necessarie per raggiungere un paio di nuove destinazioni. La prima è un monticciolo posto neppure 200 metri più a sud del luogo in cui si trova attualmente il rover, una meta in grado di confermare l'ipotesi che Home Plane - così è stato battezzato il pianoro su cui Spirit ha trascorso gran parte del suo tempo - sia davvero una coltre di materiale vulcanico. La seconda e successiva destinazione sarebbe invece una sorta di pozzo, chiamato Goddard, la cui morfologia non richiama la classica struttura dei crateri da impatto. Solo un'ispezione ravvicinata potrà confermare l'ipotesi che si possa trattare di un cratere originatosi a seguito di un'esplosione vulcanica.
Anche nel futuro di Opportunity c'è un cratere. Si tratta dell'Endeavour Crater, una struttura larga circa 22 chilometri, dunque oltre venti volte più grande di quel cratere Victoria in cui il rover ha trascorso gran parte degli ultimi due anni. Distante una dozzina di chilometri, Endeavour è indubbiamente una meta ambita, ma che è indispensabile raggiungere cercando di percorre la strada meno irta di ostacoli. Di notevole aiuto nel tracciare la rotta più sicura saranno le immagini ad alta risoluzione acquisite dal Mars Reconnaissance Orbiter.
Insomma, ancora i rover non hanno deposto i calici con cui hanno brindato alla loro storica impresa dei cinque anni sul suolo di Marte che già si trovano sotto il naso un programmino niente male per il loro futuro.

Cortesia Coelum Astronomia
Link collegamenti http://www.nasa.gov/mission_pages/mer/news/mer-20081229.html

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