ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

6 Gennaio 2009

Scoperta in un quasar l’acqua più antica dell’universo

Fonte: Nuovo ORIONE

Due ricercatrici italiane hanno scoperto quella che può essere considerata l’acqua più antica dell’universo in un quasar lontano 11 miliardi di anni luce. La notizia è uscita sul numero di “Nature” in edicola a Londra giovedì 18 dicembre: prima con osservazioni al radiotelescopio di Effelsberg in Germania (il più grande d’Europa) e poi con il Very Large Array, il grande radiotelescopio inteferometro americano nel New Mexico, Violette Impellizzeri e Paola Castangia sono riuscite a rilevare la “firma” della molecola dell’acqua in una galassia i cui messaggi radio ci arrivano amplificati grazie a una lente gravitazionale.

Le molecole di acqua a loro volta si trovano in una nube di gas dove densità e temperatura creano un “effetto maser” che porta le molecole a oscillare tutte in sincronia, generando un segnale molto più forte e ben identificabile in quanto le radiazioni vengono emesse in modo coerente (il maser è l’equivalente nelle onde radio del laser nel campo ottico: anzi, fu il primo emettitore di onde elettromagnetiche coerenti ad essere realizzato, negli Anni 50 del secolo scorso, il laser venne alcuni anni dopo.).

«Siamo state fortunate – spiega Paola Castangia – perché abbiamo individuato il maser proprio nel primo oggetto sul quale abbiamo puntato il nostro enorme occhio, il radiotelescopio di Effelsberg, vicino a Bonn. Una scoperta così improbabile che quasi non ci credevamo. Però, con l’entusiasmo che forse solo i ricercatori giovani ancora hanno, abbiamo deciso di provare a ripetere le osservazioni con uno strumento ancora più sensibile, il VLA, nel New Mexico. E quando abbiamo avuto la conferma che cercavamo... è stata un’emozione unica, l’acqua in effetti c’era!»

«La lente gravi­tazionale, posta tra la sorgente del maser e la Terra – aggiunge Violette Impellizzeri – è stata determinante per scoprirlo: senza di essa avremmo dovuto osservare con il radiotelescopio di Effelsberg per 580 giorni di seguito. Invece ci sono state sufficienti 14 ore».


Cortesia Nuovo Orione
Link collegamenti http://erg.ca.astro.it - http://www.mpifr-bonn.mpg.de/

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