ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

14 novembre 2008

Novità dalla Fascia di Kuiper

di Claudio Elidoro - Fonte: Coelum Astronomia

Prima di addentrarci nelle ultime scoperte relative alla Fascia di Kuiper è doveroso segnalare che da metà settembre anche l'oggetto transnettuniano 2003 EL61 ha un nome ufficiale e la qualifica di pianeta nano. Al pianeta, già catalogato con il numero 136108, è stato infatti assegnato il nome di Haumea, divinità della fertilità e della maternità nella mitologia hawaiiana, mentre ai suoi due satelliti più grandi sono stati assegnati i nomi di Hi'iaka e Namaka, anch'esse divinità mitologiche hawaiiane nate dal corpo di Haumea. Con l'arrivo di (136108) Haumea, dunque, sale a quota cinque il numero degli oggetti celesti cui è stata attribuita la qualifica di pianeta nano.
Ma passiamo alle ultime notizie dalla Fascia di Kuiper e lo facciamo cominciando proprio da un altro pianeta nano: Eris. Attualmente il corpo celeste si trova nel punto della sua orbita posto alla maggiore distanza dal Sole (circa 100 UA), ma ha ugualmente trovato il modo di stupire i ricercatori. Stephen Tegler (Northern Arizona University) e i suoi collaboratori hanno analizzato a fondo i dati spettroscopici della superficie di Eris da loro acquisiti nel 2007 con il Multi Mirror Telescope e li hanno confrontati con quelli raccolti nel 2005 con il William Herschel Telescope in Spagna. Ebbene, da tale confronto è emerso un drastico cambiamento nella composizione superficiale di Eris. L'analisi spettrale indica un netto aumento di azoto e la diminuzione del metano, quasi che quest'ultimo sia stato diluito dal sopraggiungere di una grande quantità di azoto. Ciò che stupisce non è tanto il cambiamento in sè, quanto piuttosto che si manifesti quando Eris si trova alla massima distanza dal Sole, cioè quando le possibili influenze climatiche dovute all'irraggiamento solare sono ridotte al minimo. I cambiamenti, infatti, si potrebbero spiegare invocando la presenza su Eris di fenomeni di criovulcanesimo e il conseguente trasporto in superficie di componenti originariamente situati nel sottosuolo. Veramente problematico, però, è identificare il motore in grado di innescare il criovulcanesimo.
Ci potrebbe essere comunque una spiegazione molto più semplice e cioè che la superficie di Eris non sia affatto cambiata, ma tutto dipenda dal fatto che le indagini spettroscopiche hanno interessato due differenti regioni superficiali. La risposta potrà venire solo da una analisi più approfondita della rotazione di Eris. Solo conoscendo nei dettagli come ruota questo Plutoide, infatti, si potrà scoprire se le regioni analizzate nel 2005 e due anni più tardi coincidono oppure no. E solo allora, magari, qualcuno dovrà strizzarsi il cervello per spiegare eventuali cambiamenti nella sua composizione superficiale.
La seconda notizia riguarda recenti studi su 2001 QW322, un oggetto doppio orbitante nella Fascia di Kuiper. Di oggetti doppi situati nella regione oltre Nettuno se ne conoscono parecchi, a cominciare dalla stessa coppia Plutone-Caronte, dunque non è certo la presenza di un oggetto doppio in più o in meno a far notizia. Ma questa nuova coppia - i cui componenti, prendendo in prestito un personaggio "doppio" della Commedia degli errori di Shakespeare, sono stati provvisoriamente battezzati Antipholus A e B - è davvero particolare. L'oggetto è stato scoperto il 24 agosto 2001 con il CFHT (Canada France Hawaii Telescope) nel corso della Canada France Ecliptic Plane Survey. La sua natura di oggetto doppio è stata riconosciuta immediatamente e senza fatica, dato che le due componenti distano tra loro circa 125 mila chilometri. Ed è proprio questa grande separazione tra i due corpi che ha immediatamente attirato l'attenzione degli astronomi. Antipholus A e B, infatti, sono due oggetti di dimensioni piuttosto modeste, il cui diametro è dell'ordine di un centinaio di chilometri. Una separazione come quella osservata è incredibilmente elevata, dieci volte più grande di quella rilevata per coppie di oggetti di massa simile. Per avere un'idea più concreta, è come trovarsi in presenza di due palle da basket legate gravitazionalmente tra loro che orbitano a 200 chilometri l'una dall'altra.
Un legame davvero fragile, dunque, che può facilmente essere spezzato da un oggetto che transiti nelle vicinanze. Sul numero di Science dello scorso 17 ottobre è stato pubblicato uno studio (primo autore Jean-Marc Petit dell'Observatoire de Besançon) che fa il punto su quanto si sa di Antipholus grazie ai dati fotometrici raccolti tra il 2002 e il 2007 sia dai Telescopi Gemini che dal VLT dell'ESO. Uno studio che segnala alcune caratteristiche della coppia (per esempio che il periodo orbitale reciproco delle due componenti è di circa 25-30 anni, che il polo dell'orbita è inclinato di circa 55 gradi rispetto all'eclittica e che l'eccentricità della loro orbita reciproca è inferiore a 0.4), ma che non manca di rimarcare anche l'estrema fragilità di quel legame. Secondo i ricercatori, infatti, un simile sistema può sopravvivere per un tempo inferiore al miliardo di anni. Oltre al futuro di 2001 QW322, però, sarebbe davvero molto interessante saperne di più sul suo passato e su come abbia potuto formarsi e resistere una coppia così aperta.

Cortesia Coelum Astronomia
Link collegamenti http://arxiv.org/abs/0811.0825v1 http://www.gemini.edu/node/11149

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