ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

27 settembre 2008

Lo scherzo delle Cefeidi

di Claudio Elidoro - Fonte: ESO

Gran bella scoperta quella compiuta nel 1912 da Henrietta Leavitt. Da quando dimostrò che una classe particolare di stelle giganti variabili - chiamate Cefeidi dal nome di Delta Cephei, la prima ad essere osservata - mostrava uno stretto legame tra il periodo di pulsazione e la luminosità, gli scenari dell'astronomia si spalancarono. Finalmente si poteva contare su un metodo in grado di fornire misure attendibili sulle distanze cosmiche capace di spingersi più in là della misura di parallasse. A tal proposito non si dimentichi che fu proprio l'individuazione di Cefeidi a mettere gli astronomi sulla giusta rotta per risolvere il dilemma se le galassie fossero oggetti della Via Lattea oppure no.
Nello studio della nostra Galassia, poi, combinando il dato della distanza con la misurazione della loro velocità, si potrebbero ottenere dalle Cefeidi preziose indicazioni per ricostruire il moto di rotazione della Via Lattea. Ottima idea, peccato che i risultati abbiano da sempre lasciato i ricercatori piuttosto confusi. Quello che emergeva era l'impressione che le Cefeidi "cadessero" verso il Sole con una velocità media di circa 2 km/s. Inevitabile il sorgere di un bel vespaio dal quale era impossibile uscire.
Le ricerche del team di Nicolas Nardetto (Universidad de Concepcion - Cile) di prossima pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, però, sembra riescano finalmente a fornire una spiegazione attendibile di quella incongruenza. Utilizzando lo spettrografo ad alta precisione HARPS (High Accuracy Radial Velocity Planetary Searcher) e il telescopio da 3,6 metri dell'ESO a La Silla (Cile), Nardetto e i suoi collaboratori hanno osservato otto Cefeidi riuscendo a determinare con estrema precisione le loro velocità radiali. "Le nostre osservazioni - sintetizza Nardetto - mostrano che l'apparente movimento delle Cefeidi verso il Sole deriva quasi certamente da una proprietà intrinseca delle Cefeidi". Gli astronomi, cioè, hanno scoperto che le deviazioni nelle velocità delle Cefeidi che sono all'origine di tante polemiche sono collegate agli elementi chimici presenti nelle atmosfere delle stelle prese in esame. Questo significa che, se il risultato risultasse valido per tutte le Cefeidi, si potrebbe concludere che la rotazione della Galassia è meno complicata di quanto finora le Cefeidi sembravano indicare.
Una curiosità: lo spettrografo HARPS è nato come un incredibile strumento a disposizione dei cacciatore di pianeti (anche in quel campo la determinazione delle velocità radiali è fondamentale). Davvero non male l'idea di provare a destinarlo anche ad altri campi di ricerca.
Links - Collegamenti:
http://www.eso.org/public/outreach/press-rel/pr-2008/pr-30-08.html

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