Il primo fascio di
protoni ha circolato con successo nel Large Hadron
Collider (LHC) al Cern di Ginevra, presenti 500
giornalisti di tutto il mondo. Erano le ore 10,58 di
giovedì 10 settembre 2008. Una pietra miliare che
resterà nella storia della fisica delle alte
energie.
Purtroppo i
giornali e le tv non hanno contribuito a una buona
comunicazione dell'evento. Molti hanno dato spazio
al timore che le collisioni prodotte in LHC possano
generare mini-buchi neri che in breve tempo (da
qualche ora a qualche mese...) inghiottirebbero la
Terra intera. Ma anche quegli organi di informazione
che non hanno ceduto alla millenaristica paura della
fine del mondo hanno trasmesso all'opinione pubblica
l'idea errata che quello del 10 settembre fosse un
esperimento dalla durata di qualche ora per
riprodurre un Big Bang in miniatura, creando così
una forte aspettativa per i risultati...
Ovviamente le cose
non stanno così. Al momento non possono esserci
risultati. Gli esperimenti con LHC dureranno almeno
fino al 2016, l'acceleratore sarà al top della sua
potenza solo nel 2010, e ora abbiamo davanti
parecchi mesi durante i quali i fasci
contrapposti di protoni dovranno essere
perfettamente collimati e fatti incrociare il più
possibile frontalmente nelle quattro aree
sperimentali. Servirà inoltre un ulteriore
perfezionamento del vuoto pneumatico nel sottile
canale nel quale corrono i fasci, che sono più fini
di un capello.
Le collisioni che
produrranno il plasma di quark simile all'ambiente
del Big Bang saranno poi soprattutto quelle che
avverrano tra nuclei massicci (oro) privati di molti
dei loro elettroni (ionizzati). A questo lavoro si
dedicherà un mese all'anno del funzionamento di LHC.
C'è tempo, quindi, per rendere conto del Big Bang
riprodotto al Cern.
Ciò che è avvenuto
la mattina del 10 settembre è già abbastanza
notevole di per sé: molte migliaia di componenti
hanno funzionato alla perfezione in una macchina
lunga 27 chilometri raffreddata a una temperatura
inferiore a quella dello spazio cosmico (1,9 Kelvin,
mentre la radiazione fossile è a 2,7). I fasci sono
stati sincronizzati con una precisione superiore al
milionesimo di secondo e sono già stati osservati in
apparati sperimentali che hanno le dimensioni di una
casa di 6-7 piani.
Ma siamo solo
all'inizio (non all'epilogo, come la cattiva
informazione ha fatto credere) di una grande e lunga
avventura che dovrebbe portarci a capire meglio
l'origine dell'universo, la natura della massa e
della gravità (se si scoprirà la particella di Higgs),
le eventuali particelle supersimmetriche, e forse il
segreto della materia e dell'energia oscure.
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