ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

27 maggio 2008

Phoenix è su Marte

di Claudio Elidoro - Fonte: Coelum Astronomia

E' fatta, finalmente possiamo tirare un grosso sospiro di sollievo!
Dopo un viaggio di 680 milioni di chilometri iniziato il 4 agosto scorso Phoenix si è posata senza problemi sulla superficie di Marte e ha già inviato le sue prime immagini. La statistica non giocava certo in suo favore (dei precedenti 11 tentativi di conquista del Pianeta rosso solamente cinque erano andati in porto), ma per Phoenix è andato tutto secondo i piani e ora iniziano per la sonda tre mesi di intensa attività.
A Pasadena erano le 4:53 del 25 maggio quando, giocando di sponda con Mars Odyssey, giungeva il segnale che Phoenix aveva completato con successo la sua discesa e un quarto d'ora prima - il tempo di viaggio del segnale - aveva stabilmente appoggiato le sue tre zampe sui terreni ghiacciati del Polo nord di Marte. Applausi a scena aperta al centro di controllo e massima soddisfazione per i vertici della NASA: "Per la prima volta dopo 32 anni e per la terza volta nella storia - ha commentato con orgoglio l'Amministratore dell'ente spaziale americano Michael Griffin - un team del JPL ha condotto a buon fine un atterraggio morbido su Marte. Non potrei essere più felice."
Come previsto, la sonda ha interrotto ogni comunicazione un minuto dopo il suo arrivo, destinando ogni briciola di energia al dispiegamento dei pannelli solari e alle attività di sistema più critiche. Due ore più tardi un nuovo segnale e le prime immagini, la tangibile conferma del funzionamento dei pannelli e del corretto allineamento degli apparecchi di ripresa. Manca solo un ultimo tassello alla piena operatività di Phoenix ed è il dispiegamento del suo braccio robotico lungo 2.3 metri, ma per l'operazione è necessario attendere almeno fino a giovedì.
Dai primi panorami polari inviati dalla sonda non si nota alcuna traccia di ghiaccio superficiale. Non si dimentichi a tal proposito che, sfruttando il braccio robotico e le potenzialità del laboratorio di analisi chimiche che ha a bordo, Phoenix dovrà proprio confermare o meno la presenza di ghiaccio immediatamente sotto la superficie marziana.
Ma si tratterà solamente di uno tra i tanti compiti previsti nella scaletta della missione. Se avrà una tempra come quella messa in mostra da Spirit e Opportunity possiamo stare tranquilli. Buon lavoro, dunque, Phoenix.
Links - Collegamenti:
http://www.nasa.gov/phoenix

Cortesia Coelum Astronomia
 

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