E' fatta,
finalmente possiamo tirare un grosso sospiro di
sollievo!
Dopo un viaggio di 680 milioni di chilometri iniziato il
4 agosto scorso Phoenix si è posata senza problemi sulla
superficie di Marte e ha già inviato le sue prime
immagini. La statistica non giocava certo in suo favore
(dei precedenti 11 tentativi di conquista del Pianeta
rosso solamente cinque erano andati in porto), ma per
Phoenix è andato tutto secondo i piani e ora iniziano
per la sonda tre mesi di intensa attività.
A Pasadena erano le 4:53 del 25 maggio quando, giocando
di sponda con Mars Odyssey, giungeva il segnale che
Phoenix aveva completato con successo la sua discesa e
un quarto d'ora prima - il tempo di viaggio del segnale
- aveva stabilmente appoggiato le sue tre zampe sui
terreni ghiacciati del Polo nord di Marte. Applausi a
scena aperta al centro di controllo e massima
soddisfazione per i vertici della NASA: "Per la prima
volta dopo 32 anni e per la terza volta nella storia -
ha commentato con orgoglio l'Amministratore dell'ente
spaziale americano Michael Griffin - un team del JPL ha
condotto a buon fine un atterraggio morbido su Marte.
Non potrei essere più felice."
Come previsto, la sonda ha interrotto ogni comunicazione
un minuto dopo il suo arrivo, destinando ogni briciola
di energia al dispiegamento dei pannelli solari e alle
attività di sistema più critiche. Due ore più tardi un
nuovo segnale e le prime immagini, la tangibile conferma
del funzionamento dei pannelli e del corretto
allineamento degli apparecchi di ripresa. Manca solo un
ultimo tassello alla piena operatività di Phoenix ed è
il dispiegamento del suo braccio robotico lungo 2.3
metri, ma per l'operazione è necessario attendere almeno
fino a giovedì.
Dai primi panorami polari inviati dalla sonda non si
nota alcuna traccia di ghiaccio superficiale. Non si
dimentichi a tal proposito che, sfruttando il braccio
robotico e le potenzialità del laboratorio di analisi
chimiche che ha a bordo, Phoenix dovrà proprio
confermare o meno la presenza di ghiaccio immediatamente
sotto la superficie marziana.
Ma si tratterà solamente di uno tra i tanti compiti
previsti nella scaletta della missione. Se avrà una
tempra come quella messa in mostra da Spirit e
Opportunity possiamo stare tranquilli. Buon lavoro,
dunque, Phoenix. |