ASSOCIAZIONE ASTRONOMICA CORTINA

18 maggio 2008

La più recente supernova galattica

di Claudio Elidoro - Fonte: Chandra X-ray Observatory

E' il momento di aggiornare un dato storico riportato da tutti i manuali di astronomia riguardante le supernovae della Via Lattea. L'affermazione che l'ultima supernova esplosa nella Via Lattea sia quella che si accese in Cassiopea intorno al 1680 non è infatti più valida. Al suo posto è necessario mettere un evento che si sarebbe dovuto osservare circa 140 anni fa in direzione della costellazione del Sagittario. Il motivo per cui tale evento è sfuggito alla nostra osservazione è che il luogo dell'esplosione si trova dalle parti del centro galattico. Ci hanno dunque pensato le spesse nubi di polveri e gas che si trovano in quei paraggi a nascondere completamente ogni traccia.
Da una ventina d'anni, però, gli astronomi sospettavano qualcosa. Nel 1985, infatti, un team di ricercatori guidati da David Green (University of Cambridge) aveva scoperto grazie al VLA (Very Large Array) la presenza di un possibile residuo di supernova presso il centro galattico. Nel dominio radio le polveri non costituiscono più un ostacolo insormontabile per le osservazioni, ecco spiegata la scelta di Green di utilizzare il VLA per la sua caccia ai residui di supernova. Quel residuo, battezzato G1.9+0.3, era molto piccolo, dunque si doveva trattare di un evento piuttosto recente. Difficile, però, quantificare con precisione l'epoca dell'esplosione.
Tra febbraio e marzo dello scorso anno, il residuo di supernova è stato studiato nel dominio X dal team di Stephen Reynolds (North Carolina State University) puntando da quelle parti le ottiche dell'osservatorio orbitante Chandra. E' stato proprio il confronto con i dati di Green che ha permesso di determinare con estrema precisione l'entità dell'espansione del residuo, suggerendo che l'esplosione di supernova che l'ha generato risalga a 140 anni fa. La stima è stata pienamente confermata dalle nuove osservazioni radio effettuate all'inizio di quest'anno dal team di Green ancora con il VLA.
Trattandosi di un residuo recente che si trova - si fa per dire - a due passi da casa, gli astrofisici si attendono molto dal suo studio e già la scoperta che quel guscio di detriti si sta espandendo alla notevole velocità di circa 56 milioni di chilometri orari (il 5% della velocità della luce) lo indica come sicura fonte di preziose informazioni. La scoperta, però, può anche aiutare a far tornare qualche conto statistico. Lo studio delle altre galassie, infatti, suggerisce che nella Via Lattea ogni secolo si debbano accendere in media tre supernovae. Ma i dati osservativi sono piuttosto lontani da questo valore. La scoperta che, come è successo per la supernova che ha originato G1.9+0.3, qualcuna di queste esplosioni ci sia sfuggita perchè nascosta dalle polveri del centro galattico è un notevole stimolo per chi sta dando la caccia alle supernovae mancanti all'appello.
Links - Collegamenti:
http://chandra.harvard.edu/photo/2008/g19/

Cortesia Coelum Astronomia
 

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