L'avventura
della vita sul nostro pianeta č punteggiata da brusche
frenate e da altrettanto rapide ripartenze. Tutt'altro
che tranquilla e lineare, dunque, la sua evoluzione nel
corso dei milioni di anni che stanno alle nostre spalle.
Tra gli eventi solitamente considerati i pių disastrosi
per tale evoluzione dobbiamo certamente annoverare il
bombardamento di oggetti cosmici, uno scenario tutt'altro
che raro nel passato della Terra e degli altri corpi del
Sistema solare.
Ma č davvero solamente distruttivo e drammatico il
legame tra la vita e un impatto cosmico? Per provare a
capirne di pių, un team di ricercatori coordinati da
Gerda Horneck (German Aerospace Center DLR) ha provato a
riprodurre in laboratorio le condizioni alle quali
potrebbero essere sottoposti particolari microorganismi
nel caso di impatto. I risultati di queste simulazioni
sono stati pubblicati nell'edizione primaverile della
rivista Astrobiology (volume 8, numero1).
In pratica i ricercatori hanno collocato alcune colture
di microorganismi (spore di Bacillus subtilis, cellule
del cyanobacterium endolitico Chroococcidiopsis e talli
del lichene Xanthoria elegans) tra due dischi di gabbro
- una roccia vulcanica molto simile a quella che
costituisce le rocce su Marte - e hanno sottoposto il
tutto a forti pressioni (fino a 40 GPa). Con questo si
voleva simulare lo shock che avrebbe dovuto sopportare
un meteorite marziano nel momento in cui, per l'azione
di un impatto, fosse stato espulso dalla superficie del
pianeta. Con grande sorpresa, l'analisi delle colture al
termine dell'esperimento ha suggerito che una parte
degli organismi era in grado di sopravvivere a quelle
terribili condizioni ambientali.
Guardato con una buona dose di ottimismo, un simile
risultato potrebbe addirittura autorizzare a pensare che
il meccanismo di espulsione di materiali a seguito di un
impatto possa trasformarsi in una sorta di processo di
disseminazione. In altre parole, in linea di principio č
lecito ipotizzare che microorganismi presenti in passato
su Marte possano anche aver raggiunto il nostro pianeta,
e viceversa. Un'ipotesi molto cara a chi da tempo
suggerisce come la vita, utilizzando le meteoriti come
efficaci scialuppe di salvataggio, possa essere
successivamente migrata da un pianeta all'altro nei
passati tre miliardi e mezzo di anni.
Idea senz'altro appetitosa per gli scrittori di
fantascienza, ma - a quanto pare - non cosė
esageratamente assurda come si poteva pensare finora. |