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Qualche
miliardo di anni, ma ben portati
La galassia IZw18, ritenuta
un "fac simile" di quelle formatesi agli albori dell'Universo,
non ha solo qualche milione di anni, come finora ipotizzato, ma
qualche miliardo. E si trova a una distanza da noi quasi doppia
rispetto a quanto si sapeva. La scoperta, che getta nuova luce
sui processi di formazione ed evoluzione delle galassie, è stata
guidata da un gruppo di astrofisiche italiane e dell'INAF.
Per circa quarant'anni, da
quando è stata scoperta, la galassia IZw18 ha "ingannato" gli
astronomi sulla sua "età". Tutte le sue caratteristiche
osservate infatti facevano risalire la sua formazione a solo
qualche milione di anni - un valore piccolissimo se comparato a
quello dell'Universo, stimato in circa 13 miliardi di anni. Oggi
però abbiamo la certezza che IZw18 è più "vecchia" e anche più
distante da noi di quanto finora ritenuto. E non di poco:
dovrebbe infatti essersi formata almeno qualche miliardo di anni
fa e trovarsi a circa 55 milioni di anni luce, quasi il doppio
delle precedenti stime di distanza. Il merito di questa scoperta
è di un gruppo internazionale di ricerca guidato da astronome
italiane che lavorano o si sono formate scientificamente presso
le strutture dell'INAF, come Alessandra Aloisi, che ha compiuto
tutti i suoi studi a Bologna e ora è allo Space Telescope
Science Institute di Baltimora (USA), dove ha guidato questo
progetto. Grazie alla tenacia del gruppo e alle riprese del
telescopio spaziale Hubble è stato possibile ottenere accurate
informazioni sulla distanza e lo stadio evolutivo di IZw18. Un
risultato importante, recentemente pubblicato sulla rivista The
Astrophysical Journal, che apre nuovi scenari interpretativi sui
processi che regolano la formazione e l'evoluzione delle
galassie.

IZw18 ripresa da Hubble Space Telescope
"IZw18 è una galassia piccola -
circa un millesimo della nostra - ricca di idrogeno ed elio e
quellacon la minor concentrazione di elementi chimici più
pesanti finora conosciuta, in cui si stanno formando a gran
ritmo nuove stelle" spiega Monica Tosi, dell'Osservatorio
Astronomico dell'INAF di Bologna, una delle autrici del lavoro.
"Per queste caratteristiche uniche è stata considerata sin dalla
sua scoperta la galassia vicina più simile a quelle primordiali,
come dovevano essere all'inizio della storia dell'Universo,
cominciata circa 13 miliardi di anni fa". E viste le prime stime
sullo stadio evolutivo di questo oggetto celeste, che indicavano
solo qualche milione di anni, IZw18 è stata inizialmente
considerata una galassia ancora nelle primissime fasi della sua
evoluzione.
Con il passare degli anni e con
il perfezionamento degli strumenti d'indagine astronomica però,
molti dubbi sono sorti tra gli studiosi sull'effettiva "età"
della galassia. Una controversia scientifica nella quale si sono
"tuffate" con entusiasmo e determinazione alcune astronome
italiane che, con il passare degli anni, hanno costituito una
piccola ma qualificata "task force" internazionale per studiare
a fondo questa elusiva galassia. Ed oggi, i loro sforzi sono
stati premiati. Grazie ad una sequenza di riprese ottenute tra
l'ottobre del 2005 e il gennaio del 2006 con la Advanced Camera
for Surveys di Hubble, il team di ricerca ha individuato per la
prima volta in modo chiaro la presenza all'interno della
galassia di due tipi di stelle, le "giganti rosse" e le "cefeidi".
Un doppio colpo che permette di arretrare con sicurezza la data
di formazione di IZw18 almeno a due miliardi di anni or sono e
di valutarne la distanza in 55 milioni di anni luce, quasi il
doppio di quanto finora ritenuto, grazie alle cefeidi - stelle
che variano periodicamente e regolarmente la loro luminosità e
che sono utilizzate come affidabili "metri cosmici".
Risultati importanti quelli
ottenuti, che permetteranno di comprendere meglio i processi di
formazione ed evoluzione delle galassie."Questa scoperta
evidenzia che le galassie apparentemente non evolute sono in
realtà attive da miliardi di anni" sottolinea la Tosi "e fra
tutte le galassie finora note non ce n'è neanche una che abbia
cominciato a formare stelle solo da pochi milioni di anni.
Studiare poi le cefeidi in un ambiente così povero di elementi
chimici pesanti come quello di IZw18 permetterà di avere
maggiori informazioni sulla fisica di questo tipo di stelle ed
avere così stime di distanza sempre più accurate".
Per interviste: Monica Tosi,
INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna
E-mail: monica.tosi@oabo.inaf.it,
Cellulare: 347 15 94 364
Foto, immagini e interviste
audio sono disponibili sul sito
www.inaf.it
Cortesia
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