Costruirsi una meridiana è sempre un lavoro particolare, appagante e divertente, da cui si possono imparare molti dei fondamenti dell'astronomia sferica e teorica; in questo articolo sono descritte due differenti esperienze di nostri soci.
Ho realizzato un sogno che avevo fin da bambina: progettare e
costruire una meridiana! L'ho dipinta sulla soleggiata facciata
di una antica casa che abbiamo acquistato anni fa per trascorrervi
le vacanze. Sorge nel centro storico di Cavaion Veronese, un bel
paese abbarbicato sulle pendici di una collina che domina il lago
di Garda.
Ricordo che quando ero bambina, di ritorno da scuola passavo davanti
ad una casa dove c'era e c'è tuttora una meridiana dipinta
sulla parete.
Mi fermavo affascinata ad osservare l'ombra dello stilo che si
spostava lentamente, ma ricordo anche che non riuscii mai a capire
perché l'ora indicata dallo gnomone corrispondesse raramente
a quella dell'orologio del campanile. Certi periodi dell'anno
era in anticipo e certi in ritardo. Nessuno, nemmeno i miei insegnanti,
seppero mai darmi una spiegazione.
Passarono molti anni, coltivai altri interessi, mi dedicai alla
famiglia e alla crescita dei figli. La meridiana rimase chiusa
dentro il cassetto dei sogni infantili.
Ma un bel giorno, osservando la parete assolata della casa, decisi
che era giunto il tempo di realizzarla! Il progetto era ambizioso
e l'impresa mi sembrò ardua, ma vinse la forza del desiderio
e cominciai a pensare...dovevo dar vita e concretezza a qualcosa
che era già nella mia mente, riuscendo ad armonizzare la
parte scientifica composta dalle linee orarie, dalle iperboli
solstiziali, dalla linea meridiana ed equinoziale, con la parte
artistica e poetica di quella simbologia filosofica che desideravo
rappresentare.
Per prima cosa dovevo imparare a progettare la parte scientifica
vera e propria, così su segnalazione di Alessandro Dimai
(Autore dello splendido libro Profondo Cielo), trovai nella biblioteca
dell'Associazione Astronomica di Cortina, di cui sono socia da
anni, un prezioso volumetto intitolato: Meridiane ed orologi solari,
edito da iI Castello. Ai suoi autori, Giovanni Bosca e Piero Stroppa
va tutta la mia gratitudine. Infatti, leggendolo e consultandolo,
risolsi i vari problemi che mi si presentarono nel corso del lavoro.
Mi fu utile, anzi determinante, il listato del programma "Orosolv"
contenuto nel libro. Con esso e il mio fedele computer ebbi l'opportunità
di controllare l'esattezza dei miei tracciati.
Qualcosa di modernissimo per realizzare qualcosa di antico!
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| La meridiana realizzata dalla Sig.ra Casanova sulla sua casa a Cavaion Veronese (foto R. Casanova) |
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| La facciata della casa su cui è stata realizzata la bella meridiana descritta nell'articolo (foto R. Casanova) |
Un giorno, in una terza classe elementare, si discuteva sul Sole che spuntava ogni mattina da una parte e tramontava ogni sera dall'altra. Risolto il problema che non avrebbe mai invertito la rotta e che di mattina la luce colpiva sempre la stessa parete dell'aula, è nato quello di sapere "quanto ci avrebbe messo" ad andare da una parte all'altra. Usando i pennarelli e l'ombra di una finestra, è stato relativamente facile capire che in un'ora il Sole percorreva ogni giorno lo stesso spazio. C'è stato anche chi, più intuitivo di altri, è riuscito a sapere quanto mancava alla ricreazione soltanto guardando i segni sul pavimento e riferendosi ai dati delle giornate precedenti. Il lavoro di osservazione delle ombre, con le discussioni sul movimento del Sole, sono durate a lungo anche per problemi meteorologici ed hanno certamente insegnato a tutti che occorre molta pazienza per ottenere risultati.
Dai testi e da tutte le altre fonti di informazione i bambini avevano imparato molto, ma fare per davvero qualcosa insegna certamente di più
e l'idea, nata per caso, di costruire una meridiana ha entusiasmato gli alunni. Però, tra il dire "dai facciamone una" ed il farlo davvero il lavoro è stato lunghissimo, scaglionato nel tempo, suddiviso per problemi e solo alla fine progettato sul serio.
Risolto, almeno in parte, il discorso su latitudine e longitudine,
è stato difficile affrontare quello del tempo, sia come
tempo civile, diverso per ogni fuso orario, sia come tempo astronomico.
Anche la ricerca del meridiano ha richiesto attività lunghe
e attente, ma è piaciuta molto perché bisognava
lavorare all'aperto, ogni bambino aveva il suo gnomone con il
foglio per il disegno delle ombre, era una sorpresa vedere che
le cose funzionavano "come sui libri", era una scoperta
continua sia posizionare il foglio che tracciare le linee necessarie.
C'è stato anche chi ha chiesto al compagno di non far
ombra, altrimenti quella dello gnomone non avrebbe potuto proseguire
il suo percorso!
Soltanto in quarta classe è stato possibile parlare di angoli, di ampiezze e delle loro misure, ma scommetto che più di un alunno non ha ancora capito bene, neanche adesso che è molto più grande. Infatti, è difficile rendersi conto che venti gradi sono sempre venti gradi, sia sul foglio con il disegno geometrico che alle grandi distanze del cielo.
Con tutte queste esperienze di base abbiamo deciso di provare a costruire una meridiana. Abbiamo utilizzato un testo facile facile (Scienza e poesia delle meridiane - Renzo Morchio - ECI Genova) decifrato le indicazioni, seguito il procedimento e preparato un modellino su compensato. Posto sul terrazzo della scuola, funzionava, ma occorreva sempre fare le correzioni. Era difficile da capire e allora abbiamo tarato la meridiana in modo che tutte le linee orarie fossero spostate e lo strumento segnasse l'ora civile invece che quella solare. Tanto restava comunque il problema dell'anticipo e del ritardo e per i bambini non era lo stesso facile da capire.
Conclusa questa fase, non eravamo ancora sicuri che tutto funzionasse. Abbiamo allora disegnato direttamente sul muro, a matita, la nostra meridiana, fissato col gesso un bastoncino di legno e aspettato il collaudo.
Da non crederci: la meridiana segnava sempre un'ora di meno rispetto all'orologio! Ci sono caduti in tanti, perfino qualche adulto ci ha avvertito che l'ora era sbagliata. E' stata una grande soddisfazione per i bambini saper rispondere che c'era l'ora legale; si sono sentiti più grandi e sicuri di se.
Poi gli adulti hanno fatto il resto: la ditta Cottoveneto ci ha regalato le piastrelle, il piastrellista le ha posate gratis e i Fabbri Riuniti ci hanno costruito lo stilo in acciaio inossidabile.
Lo strumento adesso c'è, sarà utile alle altre classi, può essere anche una decorazione. Per noi è stato un'avventura nel mondo della scienza, che ci ha insegnato ad essere pazienti, a pensare un obiettivo e a realizzarlo in collaborazione.