La Supernova 2000de
La supernova 2000de, la quinta scoperta ufficiale del CROSS in soli 8 mesi di attività, ha una storia un po’ diversa dalle 4 consorelle che l’ hanno preceduta. Per prima cosa non è frutto di un collegamento remoto con il nostro osservatorio del Col Druscié: troppo lontano dalla Francia, dove mi trovavo in vacanza, e soprattutto troppo care le chiamate internazionali per consentire un collegamento tranquillo di circa due ore per notte come ero abituato a fare. E allora è stato rispolverato l’osservatorio “da campagna”, un meraviglioso C8 che in realtà avevo appena acquistato in occasione della mia estate oltralpe col solo scopo di guardarmi un po’ di quegli oggetti galattici, Ammassi, Nebulose, Pianeti che l’attività di ricercatore dilettante di supernovae mi faceva costantemente trascurare. Ma poi, la grande occasione: l’amico Mirko aveva un CCD di troppo (!) e me lo prestava gentilmente per tutta l’estate. E io mica potevo rifiutare. Così cominciai a passare le notti in bianco a controllare galassie all’aperto, sotto uno dei cieli più limpidi e scuri che abbia mai incontrato, quello di Tourtour, nelle colline provenzali (e io che ogni anno mi chiedevo come mai c’erano così tanti osservatori astronomici in Provenza nel giro di pochi chilometri: Nizza, Grasse, Manosque, Marsiglia,… ora lo stavo capendo). L’aria ferma e secca, un seeing quasi sempre ottimale anche a basse declinazioni, e un oceano di stelle sopra la testa quante mai se ne possono vedere nelle nostre città. Che spettacolo! Ben presto però gli occhi più che puntare in alto si indirizzavano al monitor del notebook che visualizzava le immagini delle galassie: 40-50-60 galassie in due-tre ore di osservazione ogni notte e ogni notte qualche piccolo dubbio, qualche pixel sospetto: non avevo certo a disposizione il 50 cm. del Col Drusciè e le immagini non erano sempre chiare ed inequivocabili come d’abitudine. E ogni dubbio, dopo attenta analisi, veniva sottoposto al giudizio di Alessandro che da Cortina, via e-mail, restava in continuo contatto con me. “Questa galassia va rifotografata, potrebbe essere un pixel bruciato, ma non è detto”, “Qua non c’è niente, quest’altra invece è più interessante e provo a fotografartela io da Cortina”,… e così via, giorno dopo giorno. Anche la mattina dell’11 agosto quando Alessandro si trovò tra la posta elettronica una mia terribile immagine di NGC4384 ripresa nella notte, che presentava un anomalo rigonfiamento del nucleo. Scrivevo nella mail di accompagnamento: “Finito di controllare gli ultimi dubbi. Resta questa visione un po' diversa di 4384 rispetto alle altre immagini in nostro possesso, ma la qualità della foto è talmente bassa che non mi azzardo a fare ipotesi.” In effetti all’ora della ripresa la galassia era già molto bassa sull’orizzonte e il cielo, già chiaro per una luna quasi piena, a nord ovest era leggermente illuminato dalla festa di un paese vicino. La risposta di Alessandro non si fece attendere: “pare interessante 4384, spero tu l'abbia rifatta!”

L'immagine della scoperta
Grande Alex! Aveva già
capito tutto prima ancora di vedere l’immagine di conferma della notte dopo.
In effetti insieme lavoriamo molto bene: lui ci mette l’occhio e il cervello,
io un’altra parte del corpo,
fondamentale anch'essa per la ricerca delle supernovae, posta un po’ più in
basso e da cui, si dice, dipendano le alterne vicende delle sorti umane. Non per nulla per scoprire la sua
seconda supernova Alessandro è stato “costretto” a venire per la prima
volta a fare osservazioni da casa mia lo scorso 25 giugno, altrimenti chissà
quanto tempo avrebbe dovuto aspettare ancora!
La notte dopo riprendo
un’altra immagine di NGC4384, ma la qualità è sempre piuttosto scarsa e ci
serve un’immagine di conferma più sicura. Mandiamo un messaggio
all’ISN-Alert, ma nessuno ci risponde: è quasi ferragosto e solo due pazzi
come noi lo passano a sfrugugliare fra le galassie. Occorre un’immagine
del Col Druscié e ci pensa Alessandro a farla il 13 agosto, non appena il tempo
lo consente. Ho ancora in mente la telefonata che mi giunse sul cellulare non
appena Alessandro vide la galassia con la supernova sul monitor
dell’osservatorio: “E’ bellissima, dovresti vederla, è qui che luccica
davanti ai miei occhi. Vicinissima al nucleo era quasi impossibile vederla col
tuo strumento. Complimentissimi!”
Un urlo liberatorio ci unì
a più di 800 Km di distanza.
Marco Migliardi
RINGRAZIAMENTI:
Mai come in questa
occasione sono doverosi.
Ad Alessandro Dimai
innanzitutto, la cui appassionata dedizione al CROSS ha portato a questi
risultati del tutto insperati alla vigilia
A Mirko Villi, che con la
generosità che lo contraddistingue mi ha lasciato per due mesi interi il suo
CCD Hi-Sis 33 (Mirko non lo vendere, va benissimo ed è pure fortunato!)
A Edi, fedele compagna di
tante notti all’addiaccio e insostituibile sostegno nei momenti meno fortunati
Al cielo di Tourtour che
rende visibile anche ciò che non crederesti mai di vedere.