La congiunzione tra Giove e Vesta
dell'agosto 2007

 

Alla fine di agosto 2007, tra il 29 e il 31, si è verificata nella costellazione dello Scorpione una rara ed interessante congiunzione stretta tra Giove, il più grande dei pianeti del Sistema Solare e Vesta, il più massiccio asteroide della "fascia principale". L'evento, sicuramente non spettacolare, in quanto Vesta non era visibile ad occhio nudo, ha avuto comunque una certa importanza dal punto di vista fotografico, in quanto risulta assai raro che due oggetti così diversi si vengano a trovare a così breve distanza angolare tra loro. La minima distanza apparente tra i due corpi celesti, circa 30', è stata raggiunta il 30 agosto. Ciò significa che entrambi gli oggetti si trovavano all'interno di un cerchio immaginario paragonabile alle dimensioni apparenti della Luna piena.
 
Giove e Vesta il 30 agosto 2007
foto A. Dimai
Canon 350D - tele 200 f/3,5
GIF animata della congiunzione Giove Vesta
dal 29 agosto al 1° settembre 2007
Giove e Vesta il 31 agosto 2007
foto A. Dimai e M. Migliardi
Canon 350D - Celestron 11" f/5,8

Vesta, dopo la "promozione" di Cerere al rango di Pianeta Nano, è divenuto, con i sui 530 km di diametro, il più grande rappresentante della famiglia degli asteroidi orbitanti tra Giove e Marte. Ha una forma vagamente ovoidale, con una spiccata prominenza sul Polo Sud (probabilmente una enorme montagna) che ne caratterizza le immagini riprese da terra e dallo spazio. Ha una massa stimata pari al 12% di quella dell'intera fascia. Le sue dimensioni e la sua superficie insolitamente brillante fanno di Vesta l'asteroide in assoluto più luminoso e talvolta l'unico visibile a occhio nudo dalla Terra. È anche quello più studiato, grazie alla disponibilità di campioni di roccia sotto forma di meteoriti HED. Il periodo di rotazione è molto rapido per un asteroide (5 ore e 20 min).

Vesta fu il quarto asteroide individuato, scoperto dall'astronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers il 29 marzo 1807, mentre transitava nella costellazione della Balena. Olbers concesse al grande matematico Carl Friedrich Gauss il piacere di scegliere il nome per il nuovo asteroide, che fu battezzato così in onore della dea romana Vesta.
Alcune caratteristiche della superficie di Vesta sono state risolte utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble e telescopi terrestri, come ad esempio l'Osservatorio Keck.
La caratteristica superficiale più prominente, individuata dal Telescopio Spaziale Hubble nel 1996, è un enorme cratere con un diametro pari a 460 chilometri situato vicino al polo sud dell'asteroide. La sua larghezza è pari all'80% dell'intero diametro di Vesta. Il fondo di questo cratere si trova a circa 13 km sotto il livello superficiale e il suo bordo si eleva di 4-12 chilometri sopra il terreno circostante, con un rilievo superficiale totale di circa 25 chilometri. Un picco centrale si innalza per 18 chilometri dal fondo del cratere. Si è stimato che nell'impatto generatore sia stato asportato circa l'1% dell'intero volume di Vesta, ed è probabile che la famiglia di asteroidi Vesta e gli asteroidi di tipo V siano i prodotti di questa collisione. Sono presenti sulla superficie del pianetino anche diversi altri grandi crateri, larghi 150 km e profondi 7 km. Una zona scura (bassa albedo) con un diametro di 200 km è stata battezzata Olbers in onore dello scopritore di Vesta.
Il 31 maggio 2007 Vesta ha avuto la sua più ravvicinata opposizione degli ultimi decenni e per i prossimi a venire; si è venuto infatti a trovare a soli 171 milioni di chilometri dalla Terra, con una magnitudine apparente di +5,4, visibile quindi (unico caso tra gli asteroidi) anche ad occhio nudo.
l'asteroide 4 Vesta ripreso dall'Hubble Space Telescope ricostruzione delle caratteristiche superficiali di Vesta



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