Riccardo Giacconi premio Nobel per la Fisica 2002

"for pioneering contributions to astrophysics, which have led to the discovery of cosmic X-ray sources"

Per approfondire:

http://www.nobel.se/physics/laureates/2002/index.html

http://chandra.harvard.edu/press/02_releases/press_100802.html

http://www.xs4all.nl/~carlkop/nob2002.html

http://www.editoririuniti.it/02/0202/default.asp?area=autori

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2002/10_Ottobre/08/giacconi.shtml

Riccardo Giacconi

 

Riccardo Giacconi, nato a Genova il 6 ottobre del 1931 e laureatosi in Fisica a Milano, è attualmente Presidente dell'Associated Universities Inc. di Washington, Professore Ricercatore di Astrofisica presso la Johns Hopkins University di Baltimora, nonchè membro dell'Accademia dei Lincei.

Ha dedicato la sua carriera di ricercatore agli studi sulle emissioni di raggi X nell'universo che vennero da lui stesso identificati la prima volta nel 1962 e che hanno aperto la strada a successivi studi sui buchi neri e sui resti di Supernovae. Le tappe più importanti della sua carriera sono il lancio del satellite Uhuru, dedicato allo studio dell'astrofisica dei raggi X, lanciato dalla base San Marco dell'Universitá di Roma nel 1970; la nascita del primo osservatorio spaziale a raggi X, che si realizzò nel 1978 con il lancio del telescopio Einstein; la nomina, nel 1981, a direttore dello Space Telescope Institute della Johns Hopkins University in Baltimora; ed infine la nomina, nel 1992, a direttore generale dell'ESO (European Southern Observatory), il più grande osservatorio astronomico terrestre.

Nel 1999 Riccardo Giacconi, grazie alle rilevazioni del satellite Chandra che ha iniziato a progettare nel 1976, riesce a fornire una descrizione quanto mai dettagliata dell'universo a raggi X. La strada tracciata da Giacconi viene imboccata dalla scienza spaziale italiana, che nel 1996 ottiene un clamoroso successo con BeppoSAX, il satellite ai raggi X che ci fornisce la prima descrizione accurata delle più gigantesche catastrofi mai osservate nel cosmo, i cosiddetti «gamma ray bursts».

Riccardo Giacconi è il quinto italiano a vincere il Nobel per la fisica, dopo Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Emilio Segré e Carlo Rubbia.

 

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