Venerdì, 9 Settembre 2005 VENEZIA - MESTRE
Supernova scoperta a Marghera
Paolo Dainese, appassionato di astronomia individua una stella in esplosione
 
Si è collegato con il computer di casa via modem al telescopio di 50 centimetri di diametro posizionato sul Col Drusciè, dalle parti di Cortina, in provincia di Belluno, e grazie ad una serie infinita di osservazioni della volta stellare, è riuscito ad individuare una supernova, un'enorme e massiccia stella che esplode violentemente divenendo luminosa quasi quanto l'intera galassia che la ospita. Il merito di questa scoperta spetta a Paolo Dainese , operaio all'Aprila di Scorzè, appassionato di astronomia che, in collaborazione con Alessandro Dimai dell'Associazione astronomica di Cortina ha fatto la scoperta il 4 settembre scorso, grazie alla procedura di controllo remoto dell'Osservatorio del Col Druscè, fotografando la galassia Ngc5283 nella costellazione boreale del Drago. «É stata una forte emozione - sottolinea Dainese - era la prima volta che scoprivo una supernova. Da cinque anni collaboro con il gruppo di astrofili di Cortina».Il giorno successivo alla scoperta, l'immagine della supernova è stata posta al confronto con l'ampio archivio dell'associazione cortinese che ha potuto così certificare la scoperta. Il controllo ha rivelato una stellina anomala posizionata proprio nelle immediate vicinanze del nucleo e ha permesso di stabilire che si trattava effettivamente di una stella esplosa a poca distanza dal nucleo di questa galassia ellittica, formata esclusivamente da stelle molto vecchie. In questo tipo di galassie possono scoppiare solamente supernovae cosiddette di tipo "Ia"; questo fenomeno ha luogo quando una "nana bianca" ovvero una stella di massa paragonabile al Sole ma molto più concentrata, è in orbita stretta attorno ad un'altra stella e da questa estrae materia crescendo di massa. Alla fine del processo di accrescimento la «nana bianca» raggiunge la massa critica di 1.44 volte quella del Sole. Questo è il massimo valore di concentrazione di materia che una «nana bianca» può sopportare; oltre questo punto, collassa violentemente in una stella di neutroni, astro super denso e rapidamente ruotante attorno al proprio asse, liberando in tal modo la sua energia nell'esplosione di una supernova.

Poiché questo valore critico della massa di una «nana bianca» è rigorosamente preciso, avviene che le supernovae di tipo "Ia" hanno sempre la stessa luminosità assoluta (pari a circa 5 miliardi di volte quella del Sole), fornendo così un buon sistema di misurazione per la distanza di galassie lontane. In sei anni di attività, sono state ben tredici le supernovae scoperte dal programma di ricerca Cross (Col Drusciè Remote Observatory Supernovae Search Programm) allestito dall'associzione Astronomica di Cortina.

P.N.D.

 

pagina SN2005dv
 

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