
| Domenica, 28 Agosto 2005 |
| CORTINA D'AMPEZZO |
| (Dim ) Il
programma di ricerca di stelle supernovae Cross
dell'osservatorio Helmut Ullrich del Col Druscié, a Cortina,
ha colpito di nuovo nel segno: il 25 agosto è stata
individuata una supernova, la dodicesima da quando gli
appassionati astrofili cortinesi hanno iniziato la loro
caccia. L'ultima l'hanno individuata nell'area di NGC 2300,
una ellittica gigante, e una bella spirale vista di fronte
dalle braccia molto sviluppate, NGC 2276: è una coppia di
galassie che si possono vedere nei pressi della Stella Polare.
In quest'ultima galassia sono state coperte, dal 1962, ben
cinque supernovae. Si trova a 120 milioni di anni luce; perciò
l'esplosione della stella, vista il 25 agosto, si è verificata
quando sulla Terra dominavano ancora i dinosauri.
La nuova stella è apparsa sullo schermo del computer a due dei più assidui astrofili cortinesi, sia ad Alessandro Dimai, che comandava il telescopio del Col Drusciè da Cortina, sia a Marco Migliardi, che si trovava in vacanza in Francia. Questo a dimostrare come la strumentazione dell'osservatorio ampezzano si presti ad utilizzi un tempo impensabili. Entrambi si sono insospettiti per la presenza dell'oggetto nei pressi della regione di formazione stellare e poi hanno trovato le conferme necessarie, anche grazie alla collaborazione di Federico Manzini, della Stazione astronomica di Sozzago, anch'egli scopritore di 4 supernovae. Il filmato del confronto si può trovare sulla pagina: cross/ngc2276anim.gif Con questa dodicesima scoperta ufficiale, che segue di poco più di un mese l'individuazione della supernova SN2005cx in IC 178, il centro ampezzano si conferma all'avanguardia in Italia ed in Europa nella ricerca di supernovae. |
| Scoperta supernova che esplose 120 milioni di anni fa, all'epoca dei dinosauri | |||||
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Scoperta supernova che esplose 120 milioni di anni fa, all'epoca dei dinosauri |
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CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Una supernova, una stella massiccia molto
più grande del sole che si manifesta esplodendo in una luminosità
superiore miliardi di volte alla luce solare, è rimasta «impigliata» tre
giorni fa nella rete di ricerca dell’osservatorio Col Drusciè a 1780
metri ai piedi delle Tofane sopra Cortina d’Ampezzo. Il nuovo astro, battezzato «Sn2005dl» è stato individuato in una galassia già conosciuta (chiamata Ngc 2276) nei pressi della Stella Polare, «parcheggiato» sul braccio di spirale più interno nelle vicinanze del nucleo. La galassia madre si trova a circa 120 milioni di anni luce, distanza che ha permesso agli astofili cortinesi di calcolare che l’esplosione della supernova è avvenuta quando il mondo era dominato dai dinosauri. La notizia della scoperta è stata riferita dal presidente dell’ Associazione Astronomica Cortina Piergiorgio Cusinato, ormai abituato a simili «catture»: la supernova osservata nei giorni scorsi è infatti la dodicesima catalogata dal dicembre del 1999, quando per la prima volta in Europa venne scoperta una supernova attraverso il collegamento remoto di un osservatorio astronomico amatoriale. Perchè da allora le stelle a Cortina le scoprono anche dalla poltrona di casa attraverso il programma di ricerca «Col Drusciè Remote Observatory Supernova Serch» (Cross). Si tratta del continuo monitoraggio di circa 2500 galassie selezionate tra le decine di migliaia presenti che i componenti del gruppo di appassionati cortinesi analizzano in qualsiasi momento sul proprio computer. «Il fatto curioso - ha detto Cusinato - è che la scoperta di ’Sn2005Dl’ è stata fatta contemporaneamente da due soci ben distanti tra loro, Alessandro Dimai nella sua casa a Cortina e Marco Migliardi che ha scaricato le immagini mentre si trovava in vacanza in Francia». L’osservatorio Col Drusciè è stato realizzato nel 1973. Allora la struttura cortinese era la più grande d’Italia e il telescopio dal diametro di mezzo metro godeva di un cielo incontaminato per «viaggiare» tra nebulose, ammassi stellari e galassie. Nel 1999 venne realizzata una seconda cupola che ospita un telescopio di 30 centimetri di specchio, utilizzato per la didattica, l’osservazione del sole e dei pianeti. Grazie al programma Cross oggi sono molti gli astrofili che evitano l’arrampicata sino alla grande cupola la cui apertura, così come il puntamento del telescopio e la ripresa delle immagini, viene comandata a distanza dal computer. «Studiamo le supernove - ha proseguito il presidente dell’organismo che ha attualmente un centinaio di soci - perchè nascondono l’origine della nostra vita. Dal loro studio gli astronomi possono a esempio determinare la distanza delle galassie». Oggi Col Drusciè è il più importante punto di riferimento nazionale in questo settore e tra i primi dieci del mondo. Da questa cupola a quasi duemila metri sono state scoperte anche due «novae» nella galassia di Andromeda e un piccolo pianeta orbitante tra Marte e Giove battezzato, naturalmente, «Cortina d’Ampezzo». 29/8/2005 |