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Cortina.
Marco Migliardi racconta un'esperienza unica
Viaggio
nello Zimbabwe
"sulle orme" di un'eclisse
Nives Milani
CORTINA. E' stata un'esperienza che non dimenticheranno molto
facilmente, quella settimana di viaggio nello Zimbabwe per
assistere alla prima eclissi di sole del terzo millennio. La
racconta Marco Migliardi, uno dei soci dell'Associazione
astronomica Cortina. «Siamo partiti in primavera, siamo
arrivati in autunno e siamo tornati d'estate: eppure questo
magnifico viaggio è durato solo 7 giorni! Meta lo Zimbabwe,
nazione confinante col Sudafrica, in pieno emisfero australe;
la data dell'eclissi era il 21 giugno, giorno del solstizio
estivo; ecco spiegata la curiosa anomalia».
«Abbiamo vissuto momenti emozionanti. Abbiamo goduto di
immagini indimenticabili, come quelle delle cascate Vittoria,
le più imponenti del pianeta; per non parlare della splendida
eclissi solare lunga ben 3'19", quasi il doppio di quella
europea del '99. Abbiamo fatto un safari fotografico nel parco
nazionale del Chobe, ricchissimo di animali selvaggi,
un'avventurosa crociera fluviale lungo lo Zambesi, infestato
di coccodrilli e ippopotami. Rapidi ma sempre toccanti gli
incontri con la gente dei villaggi, sotto una volta celeste
talmente limpida e stellata da far invidia al pur lodatissimo
cielo cortinese. La prima apparizione delle stelle australi è
stata particolarmente emozionante: il cielo che ci pare di
conoscere bene ci è apparso completamente estraneo. Verso
nord, le nostre costellazioni erano vagamente riconoscibili,
ma tutte rovesciate; e l'Orsa Maggiore puntava verso una
stella polare finita addirittura sotto l'orizzonte; verso
meridione, invece, era tutto da scoprire; la Croce del Sud,
che con il suo rombo di stelle si sostituiva alla nostra Orsa
Minore nell'orientamento celeste; poi il Centauro, lo Scrigno
di gioielli, l'apparizione improvvisa di quel mostro di Omega
centauri e il pianeta Marte che insolitamente risaliva la
volta celeste fin quasi allo zenit. E, infine, all'alba, le
due nubi di Magellano e, nitida all'occhio nudo, la cometa
Linear 2 che noi "del nord" potremo osservare solo
fra qualche giorno e di una luminosità purtroppo più
ridotta. Il momento più emozionante è stato, è ovvio,
quello dell'eclissi. Un lungo tragitto in autobus fin quasi al
confine con il Monzambico per raggiungere il luogo di
osservazione al centro della fascia di totalità. E qui la
sorpresa: dopo l'attraversamento di una piccola foresta ci
siamo trovati di fronte ad un'ampia distesa attraversata da un
torrente limpidissimo e, intorno, una vera e propria spiaggia
che dava l'illusione del mare. Abbiamo sistemato le
apparecchiature fotografiche e abbiamo registrato i telescopi
per l'inseguimento del sole. Alle 13,51 c'è stato il primo
contatto e, con una lentezza per noi esasperante, la luna ha
cominciato a coprire piano piano il disco solare. Gli ultimi
momenti prima della totalità sono stati intensi: un silenzio
del tutto innaturale ci avvolgeva e le luci del giorno,
decisamente attenuate, non riuscivano più a riscaldarci. Poi,
d'improvviso, è scesa la notte. Nel silenzio, rotto adesso
dalle nostre esclamazioni di stupore e di ammirazione, era
possibile udire dalla vicina foresta il canto di un uccello
notturno sicuramente sorpreso dal repentino calare delle
tenebre. Intorno al disco nero della luna comparivano alcune
rosse protuberanze solari simili a quelle viste nel '99 in
Austria, ma forse ancora più grandi. Giove, appena sotto il
sole nero, Sirio e Canopo brillavano nitide in cielo in un
insolito fuoriprogramma. Siamo rimasti un attimo muti, poi ci
siamo uniti in un applauso liberatorio. C'è già chi si
chiede quando sarà la prossima eclissi. Non troppo lontana
nel tempo, non troppo lontana da qui: Namibia, 4 dicembre
2002. Da domani cominciano i preparativi».
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