domenica 1 luglio 2001  
 
 CORTINA CADORE
 
Cortina. Marco Migliardi racconta un'esperienza unica
Viaggio nello Zimbabwe
"sulle orme" di un'eclisse

Nives Milani

CORTINA. E' stata un'esperienza che non dimenticheranno molto facilmente, quella settimana di viaggio nello Zimbabwe per assistere alla prima eclissi di sole del terzo millennio. La racconta Marco Migliardi, uno dei soci dell'Associazione astronomica Cortina. «Siamo partiti in primavera, siamo arrivati in autunno e siamo tornati d'estate: eppure questo magnifico viaggio è durato solo 7 giorni! Meta lo Zimbabwe, nazione confinante col Sudafrica, in pieno emisfero australe; la data dell'eclissi era il 21 giugno, giorno del solstizio estivo; ecco spiegata la curiosa anomalia».
«Abbiamo vissuto momenti emozionanti. Abbiamo goduto di immagini indimenticabili, come quelle delle cascate Vittoria, le più imponenti del pianeta; per non parlare della splendida eclissi solare lunga ben 3'19", quasi il doppio di quella europea del '99. Abbiamo fatto un safari fotografico nel parco nazionale del Chobe, ricchissimo di animali selvaggi, un'avventurosa crociera fluviale lungo lo Zambesi, infestato di coccodrilli e ippopotami. Rapidi ma sempre toccanti gli incontri con la gente dei villaggi, sotto una volta celeste talmente limpida e stellata da far invidia al pur lodatissimo cielo cortinese. La prima apparizione delle stelle australi è stata particolarmente emozionante: il cielo che ci pare di conoscere bene ci è apparso completamente estraneo. Verso nord, le nostre costellazioni erano vagamente riconoscibili, ma tutte rovesciate; e l'Orsa Maggiore puntava verso una stella polare finita addirittura sotto l'orizzonte; verso meridione, invece, era tutto da scoprire; la Croce del Sud, che con il suo rombo di stelle si sostituiva alla nostra Orsa Minore nell'orientamento celeste; poi il Centauro, lo Scrigno di gioielli, l'apparizione improvvisa di quel mostro di Omega centauri e il pianeta Marte che insolitamente risaliva la volta celeste fin quasi allo zenit. E, infine, all'alba, le due nubi di Magellano e, nitida all'occhio nudo, la cometa Linear 2 che noi "del nord" potremo osservare solo fra qualche giorno e di una luminosità purtroppo più ridotta. Il momento più emozionante è stato, è ovvio, quello dell'eclissi. Un lungo tragitto in autobus fin quasi al confine con il Monzambico per raggiungere il luogo di osservazione al centro della fascia di totalità. E qui la sorpresa: dopo l'attraversamento di una piccola foresta ci siamo trovati di fronte ad un'ampia distesa attraversata da un torrente limpidissimo e, intorno, una vera e propria spiaggia che dava l'illusione del mare. Abbiamo sistemato le apparecchiature fotografiche e abbiamo registrato i telescopi per l'inseguimento del sole. Alle 13,51 c'è stato il primo contatto e, con una lentezza per noi esasperante, la luna ha cominciato a coprire piano piano il disco solare. Gli ultimi momenti prima della totalità sono stati intensi: un silenzio del tutto innaturale ci avvolgeva e le luci del giorno, decisamente attenuate, non riuscivano più a riscaldarci. Poi, d'improvviso, è scesa la notte. Nel silenzio, rotto adesso dalle nostre esclamazioni di stupore e di ammirazione, era possibile udire dalla vicina foresta il canto di un uccello notturno sicuramente sorpreso dal repentino calare delle tenebre. Intorno al disco nero della luna comparivano alcune rosse protuberanze solari simili a quelle viste nel '99 in Austria, ma forse ancora più grandi. Giove, appena sotto il sole nero, Sirio e Canopo brillavano nitide in cielo in un insolito fuoriprogramma. Siamo rimasti un attimo muti, poi ci siamo uniti in un applauso liberatorio. C'è già chi si chiede quando sarà la prossima eclissi. Non troppo lontana nel tempo, non troppo lontana da qui: Namibia, 4 dicembre 2002. Da domani cominciano i preparativi».


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