Il nuovo millennio è iniziato con i botti! Frase che, trattando di Supernovae, va presa proprio alla lettera. In effetti mai nel corso del 2000 si erano avuti tanti avvistamenti di Supernovae come in questo gennaio 2001: ben 18 segnalazioni e di queste ben 12 sono del LOTOSS che oramai sta letteralmente monopolizzando il settore della ricerca a livello mondiale. Le altre scoperte sono appannaggio di Puckett (2001C) dei cinesi del BAO (2001B e 2001K),di M.Armstrong (2001K e 2001G), di Holmes (2001H) e dell'osservatorio anglo-australiano (2001O). Ma la notizia per noi più importante è che, dopo mesi di problemi, di guasti e di delusioni, un po' di fortuna è tornata ad arridere all'Associazione Astronomica di Cortina che, grazie ad Alessandro Dimai, ha ottenuto la sua settima supernova, anche se in questo caso da dividere equamente con gli astronomi del LOTOSS che a 10.000 Km. di distanza segnalavano contemporaneamente ad Alessandro la scoperta della sn2001I nella remota galassia UGC2836. Si è trattato comunque di una nuova iniezione di fiducia per il gruppo cortinese che ormai dal'estate scorsa non riusciva più a gestire con continuità il controllo remoto dell'osservatorio e quindi aveva drasticamente diminuito il numero delle osservazioni mensili. Ma lasciamo alla penna (e alla tastiera) di Alessandro Dimai ilo compito di raccontare i momenti di questa sua terza impresa:
"Era un po’ di giorni che, causa il freddo, la cupola dell’Osservatorio del Col Drusciè ci dava problemi. Eravamo tutti un po’ sconsolati per il lavoro di ricerca che non poteva proseguire al massimo, ma comunque, sfidando gli intoppi della cupola, anche la sera del 15 gennaio, con una temperatura che sfiorava i –20°, mi collegai con l’osservatorio per iniziare la ricerca di supernovae nelle galassie che il programma mi segnalava. Tra queste c’era anche UGC2836, una galassia di tipo S0a, tipologia solitamente non ricchissima di supernovae, ma data l’elevata magnitudine assoluta (-22) si trattava di una galassia molto grande e ricca di stelle e quindi candidata potenziale per l’esplosione di qualche supernova di tipo Ia, le più luminose; perciò UGC2836 fu inserita nel nostro programma di ricerca C.R.O.S.S.
Verso le 19,30, terminata la sessione osservativa, andai a cenare e a riposarmi un po’. Alcune ore dopo scaricai la ventina di immagini acquisite ed iniziai verso mezzanotte ad esaminarle una per una. Arrivato ad UGC2836, mi accorsi che il nucleo della galassia, solitamente di aspetto sferoidale, risultava leggermente bitorzoluto verso sud-est. Visto che molte volte era capitato di fotografare dei "fantasmi", cioè degli oggetti che apparentemente assomigliavano a stelle e che invece, nella seconda immagine scomparivano, pensai che si trattasse anche questa volta di uno di questi fantomatici "ectoplasmi". Purtroppo, vista l’ora, la galassia era già fuori portata del nostro telescopio e quindi decisi di scrivere una e-mail a Weidong Li, responsabile del programma di ricerca di supernovae del Lick Observatory (L.O.T.O.S.S.), il centro che scopre più supernovae al mondo, per chiedergli se potesse fare una immagine di conferma. Collegatomi ad Internet e scaricato le circolari IAUC, ebbi immediatamente la risposta ai miei dubbi: il LOTOSS aveva individuato la nostra stessa supernova in UGC2836 soltanto 13 ore prima di noi e il Central Bureau for Astronomical Telegrams (CBAT) l’aveva segnalata alla comunità astronomica appena da un paio d’ore, cinque ore dopo la nostra scoperta indipendente.
Scrissi ugualmente a Weidong Li per chiedergli se era giusto che segnalassi la nostra scoperta a Daniel Green del CBAT, ed egli mi rispose che se l’individuazione era avvenuta all’insaputa della scoperta del LOTOSS, era giusto che la supernova venisse assegnata anche al CROSS come scoperta indipendente.
Finalmente, dopo alcuni mesi di "magra", potevamo segnare al nostro attivo un’altra scoperta, del tutto simile alla prima che facemmo il 12 febbraio 1999 in NGC2595 (SN1999aa), ma quella volta, per qualche oscuro motivo, il riconoscimento ufficiale non ci fu mai dato; peccato, ma da allora molta strada è stata fatta e molte soddisfazioni hanno coronato le notti insonni dei partecipanti del CROSS."
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SN2001I: l'immagine "ufficiale" della scoperta |
Ma purtroppo alla gioia per la 2001I doveva presto accompagnarsi la cocente delusione di una scoperta non annunciata. Il responsabile di questo "misfatto" è stato il sottoscritto che il 16 gennaio, proprio la notte in cui Alessandro segnalava la sua supernova, individuava un oggetto sospetto nella galassia NGC5172, ma nella seconda immagine, presa tra l'altro con un tempo di integrazione maggiore, misteriosamente questo oggetto non era più visibile. "Si sarà trattato del solito fantasma" mi sono detto, ricorrendo ad un gergo col quale abitualmente definiamo i pixel bruciati o i difetti di ripresa, e sono passato oltre. Ma il primo febbraio il solito Weidong Lee del LOTOSS segnalava la scoperta in quella galassia della supernova 2001R, già avvistata, ma non segnalata in un'immagine del 6 gennaio. Era quindi evidente che la sn c'era anche il 16 gennaio quando la fotografai io. Corsi a rivedere le immagini e questo è ciò che trovai:
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SN2001R
(pre-discovery image) |
Come si può chiaramente notare la sn è ben visibile nell'immagine A, ma è praticamente scomparsa nella B, ripresa appena 1 minuto dopo. Eppure, anche a causa della posa più lunga, tutte le altre stelle nella seconda foto sono più nette e marcate. Tutte... tranne una, la supernova!.
Ma bando alle malinconie, passiamo ad esaminare qualche bella supernova di gennaio. Cominciamo con una delle due scoperte di Armstrong, la sn2001G che, pur scoppiando in una galassia dall'aspetto insignificante e dalla luminosità molto debole, ha raggiunto la magnitudine rispettabile di 14,6, maggiore di quella di tutta la galassia! Molto bella è invece la galassia ospite della sn2001E, la NGC3905, e, considerata anche la brillantezza della sn (Magn.15,7) è opportuno dedicarle qualche scatto prima che si spenga definitivamente. Per mettere alla prova i propri strumenti invece consiglio la ripresa fotografica della sn2001Q, che ha una magnitudine (18,6) che si situa ai limiti delle capacità di molte camere CCD ma, trovandosi la sn ben distante dal nucleo e dai bracci più luminosi della galassia, dovrebbe essere non troppo difficile distinguerla dal fondo nero del cielo.
Scoperte di Gennaio |
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|---|---|---|---|---|---|---|
| Data | Nome | Galassia | Magn. | Tipo | Osservatorio | Circolare |
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December 15 |
SN2001A |
NGC4261 |
18,8 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7554 |
|
January 3 |
SN2001B |
IC391 |
15,4 |
Ib |
BAO |
IAUC 7555 |
|
January 4 |
SN2001C |
PGC19975 |
15,4 |
Ia |
Puckett, Sehgal |
IAUC 7555 |
|
January 5 |
SN2001D |
IC728 |
17,1 |
II |
LOTOSS |
IAUC 7557 |
|
January 5 |
SN2001E |
NGC3905 |
15,6 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7557 |
|
January 6 |
SN2001F |
IC867 |
17 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7558 |
|
January 8 |
SN2001G |
MCG+08-17-43 |
14,7 |
Ia |
Armstrong |
IAUC 7560 |
|
January 10 |
SN2001H |
MCG-01-10-19 |
17,5 |
II |
Holmes |
IAUC 7560 |
|
January 15 |
SN2001I |
UGC2836 |
17 |
IIn |
LOTOSS; A.Dimai (CROSS) |
IAUC 7563 |
|
January 15 |
SN2001J |
UG4729 |
17,5 |
II |
LOTOSS |
IAUC 7564 |
|
January 15 |
SN2001K |
IC677 |
17,7 |
II |
Armstrong |
IAUC 7565 |
|
December 31 |
SN2001L |
MCG-01-30-11 |
15,4 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7566 |
|
January 21 |
SN2001M |
NGC3240 |
17,7 |
Ic |
LOTOSS |
IAUC 7568 |
|
January 21 |
SN2001N |
NGC3327 |
16,2 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7568 |
|
January 23 |
SN2001O |
anonima |
18,7 |
Ib |
Anglo-Australian observatory |
IAUC 7574 |
|
January 31 |
SN2001P |
NGC3947 |
17,5 |
Ia |
LOTOSS |
IAUC 7576 |
|
January 31 |
SN2001Q |
UGC6429 |
18,6 |
II |
LOTOSS |
IAUC 7576 |
|
January 6 |
SN2001R |
NGC5172 |
18,5 |
? |
LOTOSS |
IAUC 7579 |
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