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Scoprire una
supernova è già di per se un’impresa difficile, ma scoprirla in un oggetto di
Messier è ancora più arduo. Delle oltre 6.000 supernovae individuate fin’ora
dalla comunità scientifica internazionale, solo una sessantina, quindi circa
l’1%, è esplosa in una delle galassie (una quarantina in tutto) inserite nel
famoso catalogo di 110 oggetti realizzato nel ‘700 dall’astronomo francese
Charles Messier. Quando ciò avviene, quindi, è sempre un grande evento per la
comunità scientifica internazionale. Lo è stato nel 2011 con le supernovae in
M51 e in M101, lo è adesso con la SN2012aw, esplosa il 16 marzo 2012 nella
galassia M95, nella costellazione del Leone, conosciuta con il nomignolo di
“Ruota di Carro”, per la sua particolare forma a spirale barrata.
La prima
immagine in assoluto al mondo di questa supernova è quella che è stata ripresa
all’Osservatorio del Col Drusciè, a Cortina d’Ampezzo (Italia), il 16,849 di
marzo. Dovevano essere passate solamente poche ore dal momento dell’esplosione,
in quanto meno di 20 ore prima, la stella non era ancora visibile in riprese
effettuate dall’Osservatorio di Montemaggiore, vicino a Forlì (Italia).
L’immagine del Col Drusciè mostra la stella di magnitudine apparente 15,4, in
rapido aumento di splendore, tant’è che il giorno seguente, quando la supernova
fu individuata indipendentemente anche dall’Osservatorio Crni Vrh, in Slovenia,
aveva già raggiunto la 13^ magnitudine. In realtà, l’osservatorio che ha
annunciato la scoperta, è stato quello di Porziano, vicino Assisi (Italia), che
l’ha individuata circa un’ora dopo l’Osservatorio del Col Drusciè, ma ha avuto
il merito di comunicarla per primo al Central Bureau for Astronomical Telegrams,
a Baltimora (USA). Questo assiduo monitoraggio dell’evento, ha permesso agli
astronomi professionisti, in particolare quelli dell’ Istituto Nazionale di
Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Padova (Italia), di allertarsi per
studiare in dettaglio il follow-up della curva di luce della SN2012aw già dal
suo nascere. Lo spettro ripreso dallo stesso osservatorio la sera del 19 marzo,
ha mostrato la vera natura della stella: una supernova di tipo IIP, per la prima
volta individuata sul nascere in una galassia relativamente vicina, posta a soli
11 milioni di anni luce dalla Via Lattea.
E’ questa una
supernova estremamente importante per la comunità scientifica internazionale, ed
è una supernova interamente “Made in Italy”; è infatti italiana la prima
osservazione in assoluto, quella del Col Drusciè; la prima comunicazione
ufficiale, quella dell’Osservatorio di Porziano; il primo spettro e lo studio
iniziale della curva di luce, da parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica,
Osservatorio Astronomico di Padova. In Italia lo studio delle supernovae è per
la ricerca scientifica come il calcio è per lo sport: un “interesse nazionale”.
Ricordiamo solamente la fondamentale ricerca degli anni 50-70 da parte
dell’Osservatorio di Asiago, allora diretto dal Prof. Leonida Rosino, che ha
fatto scuola in Italia e nel mondo, o il sostanziale contributo che stà già da
anni fornendo alla comunità scientifica internazionale il lavoro portato avanti
dagli astronomi del gruppo di Padova riguardo alla classificazione delle
supernovae peculiari.
A livello
amatoriale l’attività di ricerca è, se vogliamo, ancora più interessante. Da
circa un anno è nata infatti una collaborazione nazionale, denominata “Italian
Supernovae Search Project”, che ha permesso la scoperta di 22 supernovae in
soli 10 mesi, divenendo il primo gruppo di ricerca amatoriale al mondo come
numero di scoperte nel 2011. All’ISSP partecipano attualmente 5 osservatori
italiani: l’Osservatorio del Col Drusciè, nelle Dolomiti, gli Osservatori di
Monte Agliale, di Montarrenti e di Montecatini Val di Cecina, in Toscana e
l’Osservatorio di Bassano Bresciano, in Lombardia. Punto di forza di questa
collaborazione è l’assoluto coordinamento nelle osservazioni delle galassie da
riprendere, attinte da un’unica lista di circa 25.000 oggetti distribuiti in
tutto il cielo. La collaborazione ISSP è inoltre completamente fasata con
l’attività dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che ha ripreso in brevissimo
tempo tutti gli spettri delle supernovae scoperte dall’ISSP e dagli astrofili
italiani, compresa quella in M95.
Una nota di
colore ed una curiosità a conclusione di questo articolo: la galassia M95 e la
sua supernova distano apparentemente in cielo, in questi giorni di marzo 2012,
poco meno di un grado dal pianeta Marte, luminosissimo oggetto visibile nel
cielo serale appena sotto la costellazione del Leone. Individuare quindi la
galassia e la SN2012aw non è molto difficile anche per chi ha un piccolo
telescopio e vuole puntarlo in cielo per riprendere questo rarissimo “quadretto
di famiglia”.
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