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il Prof. Barbieri risponde alle
domande

la sonda Rosetta in volo

rappresentazione artistica della
sonda Philae sul nucleo cometario
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Di fronte ad un numerosissimo ed
attento pubblico, si è svolta venerdì 3 agosto la seconda
conferenza del ciclo organizzato dall’Associazione Astronomica Cortina
nell’ambito di “CortinaStelle Estate 2007”. Ospite della serata il Prof. Cesare
Barbieri, dell’Università di Padova, da oltre trent'anni ospite abituale delle
serate astronomiche organizzate dall'Associazione Astronomica Cortina.
Argomento della serata lo studio delle
comete, con particolare attenzione sulla Missione Rosetta dell'ESA, che nel 2014
raggiungerà la cometa Churyumov-Gerasimenko per studiarla con grande dettaglio.
La missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale
Europea, lanciata dalla base di Kourou, Guyana Francese, il 2 marzo
2004 con un Ariane-5 G+, è stata progettata e realizzata per dare
risposta a molti dei quesiti scientifici aperti sulle comete e sulla
nascita del Sistema Solare.L’ESA, forte dell’esperienza acquisita
con la missione Giotto, ha proposto nel mese di novembre 1993
Rosetta, come cornerstone mission nell’ambito del suo programma
“Horizon 2000”. Da allora, scienziati e ingegneri di tutta Europa, e
anche degli Stati Uniti, hanno messo in comune le loro conoscenze e
il loro entusiasmo per realizzare un orbiter e un lander, una
combinazione necessaria per scoprire i segreti di quel misterioso
mondo ghiacciato che è una cometa. In particolare il lander Philae,
per la prima volta nella storia delle esplorazioni spaziali, si
poserà sul nucleo per compiere analisi scientifiche in situ. Il
lancio, originariamente previsto per febbraio 2003 con obiettivo la
cometa 46P/Wirtanen, è stato rinviato di un anno a causa di problemi
al lanciatore Ariane 5. E' stato quindi necessario scegliere una
nuova cometa di destinazione, la Churyumov-Gerasimenko, che ha un
periodo orbitale di circa sette anni e un nucleo delle dimensioni di
qualche chilometro e che sarà raggiunta nel 2014.
La sonda compie un lungo e complicato tragitto lungo ben
dieci anni attraverso il Sistema Solare per raggiungere il suo obiettivo.
Durante il viaggio Rosetta torna tre volte vicino alla Terra per sfruttarne
l’effetto “fionda gravitazionale”, cioè per ricevere la spinta che le permette
di aumentare la velocità per poi attraversare la cintura degli asteroidi. Ha
effettuato anche un fly-by con Marte nel febbraio 2007 e compierà diversi
passaggi ravvicinati con asteroidi, per poi proseguire nello spazio profondo,
verso la sua destinazione finale. Le camere di OSIRIS, nel luglio 2005, hanno
osservato per 18 giorni la cometa Tempel 1, primo e dopo la collisione del
"proiettile" sganciato dalla sonda americana Deep Impact con la superficie della
cometa, avvenuta il 4 luglio 2005. I dati ottenuti hanno permesso di stimare il
contenuto di vapore acqueo e di polvere e di stabilire che le comete sono più
"palle di polvere ghiacciate" "che palle di neve sporche" come si riteneva fino
a oggi.
Non si sono inoltre osservati picchi di attività dopo l'impatto il che conferma
che non sia lo scontro con meteoriti a provocare gli "outburst" che sono stati
notati nelle comete. Alla fine del 2014, quando la
cometa sarà ancora alla distanza di circa 450 milioni di chilometri, la sonda
madre della missione Rosetta si avvicinerà per mettersi in orbita intorno al suo
nucleo e la accompagnerà lungo il viaggio verso il Sole. Contemporaneamente
verrà rilasciato sul nucleo il laboratorio Philae, che deve il nome all’isola
sul Nilo dove fu trovato un obelisco che, insieme alla stele di Rosetta, ha
permesso di interpretare i geroglifici. Durante un anno di avvicinamento al Sole
gli strumenti dell’orbiter registrano e inviano a Terra dati a diverse lunghezze
d’onda di nucleo e coda, che permetteranno di ricavare informazioni sulla
composizione fisica e chimica e sulle trasformazioni indotte dal riscaldamento
solare. Gli strumenti del lander invece lavoreranno e invieranno dati dal nucleo
per 2 o 3 mesi circa.Enti di ricerca e industrie italiane, coordinate dall’ASI,
hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione della missione, sia per
la strumentazione scientifica sia per il satellite. |