Cortina, 27 giugno 2000
Altra importante scoperta per gli astrofili di Cortina
Ancora una volta il cielo di Cortina è stato generoso con gli astrofili che da anni lo osservano con passione grazie al telescopio da mezzo metro del Col Drusciè! Il 25 giugno, alle 23.40, dopo un viaggio di oltre 150 milioni di anni, la luce dell’ esplosione di una supernova, scoppiata nella galassia NGC 5395 è giunta fino a noi ed è stata fotografata per la prima volta dagli strumenti elettronici di due astrofili cortinesi, non nuovi ad esperienze del genere: Alessandro Dimai e Marco Migliardi. Si tratta del terzo successo in questo campo nel corso dei primi sei mesi dell’anno, del quinto in assoluto per il programma di ricerca cortinese, partito solo alla fine dell’anno scorso, ma ormai molto noto nella comunità scientifica mondiale con il nome di C.R.O.S.S. (Col druscié Remote Observatory Supernovae Search). Anche questa volta la scoperta è avvenuta avvalendosi del controllo remoto dell’osservatorio e quindi è stata effettuata da casa: ormai nel mondo questa sembra essere la tendenza che si va sviluppando con maggior successo nell’ambito della ricerca, dato che consente un’alta produttività, l’abbattimento dei tempi morti dovuti ai trasferimenti e maggior tempo dedicato all’attività di controllo. L’osservatorio automatizzato di Cortina è diventato un punto di riferimento in questo campo, dato che si pone all’avanguardia non solo a livello europeo, ma è ormai divenuto il secondo centro amatoriale di ricerca di supernovae più importante al mondo.
La nuova scoperta, cui è stata data la sigla SN2000cr, è molto interessante per diversi motivi. Innanzitutto la galassia ospite è relativamente vicina a noi e quindi è più facile da studiare e può offrire numerose informazioni sullo studio delle stelle massicce; in secondo luogo la zona della galassia dove è avvenuto lo scoppio è una regione HII, cioè una regione ad alta concentrazione di idrogeno, dove si verificano spesso fenomeni di formazione stellare, si pensa, proprio in relazione ad eventi di supernovae; infine NGC 5395 è una galassia interagente con la vicina NGC 5394 e lo studio dei fenomeni esplosivi fra corpi ravvicinati e interagenti è tuttora uno dei più seguiti in questo campo. Questo spiega anche l’immediato interesse che la scoperta ha suscitato nel mondo scientifico, tanto che poche ore dopo l’avvistamento, già erano giunte conferme ufficiali dagli osservatori americani e il giorno seguente era già stata effettuata un’analisi spettroscopica della nuova stella, dalla quale si è potuto stabilire che si tratta di una Supernova di tipo II ripresa negli istanti immediatamente seguenti all’immane esplosione.
La soddisfazione dei due astrofili cortinesi quindi è certamente ben motivata, anche perché, dopo un inizio d’anno spumeggiante, da alcuni mesi, causa anche un cielo troppo spesso nuvoloso, non giungevano più gradite sorprese dalle nottate osservative. La fiducia però non è mai mancata, soprattutto ad Alessandro Dimai, che aveva da tempo promesso sul suo onore una nuova scoperta prima della fine di giugno. Diciamo che ha rischiato qualcosa, ma gli è andata bene. Una gioia ulteriore giunge poi dal fatto che la scoperta questa volta è comune: i due astrofili infatti, approfittando anche delle vacanze al mare delle famiglie, hanno passato l’intera nottata del 25 giugno insieme davanti al computer, controllando centinaia di galassie. Tra queste c’era anche l’immagine della supernova che ha ampiamente ripagato delle molte ore di sonno perdute.