Moltissime le "stelle cadenti" osservate nelle notti del 12 e 13 dicembre 2004, grazie anche alle straordinarie condizioni meteorologiche di quei giorni, con cielo terso e assenza totale di luna. Da queste immagini, riprese dal "fotografo delle stelle" Giuseppe Menardi dalla cima del Monte Faloria, sopra Cortina, si può solamente avere una vaga idea dello spettacolo goduto da quella quota nelle magiche notti del 12 e 13 dicembre, con lo sfondo delle più belle cime delle Dolomiti ampezzane.
tutte le immagini sono state riprese da Giuseppe Menardi con una Canon EOS D60, obbiettivo Sigma 15 mm f/2,8, pose di 30"
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13 dicembre 2004: una geminide ripresa dal M. Faloria (2.350 mt); sullo sfondo il M. Pelmo (3.168 mt) autore Giuseppe Menardi (Associazione Astronomica Cortina) |
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13 dicembre 2004: una geminide in Orione autore Giuseppe Menardi (Associazione Astronomica Cortina) |
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12 dicembre 2004: una geminide sfreccia nell'Orsa Maggiore; sullo sfondo il Monte Cristallo (3.220 mt) autore Giuseppe Menardi (Associazione Astronomica Cortina) |
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13 dicembre 2004: un'altra geminide sfreccia in Orione autore Giuseppe Menardi (Associazione Astronomica Cortina) |
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radiante è nella costellazione dei Gemelli
RA=7h30m, DEC=+33o.
La pioggia dele Geminidi può rappresentare l'ultima occasione dell'anno per assistere ad un fenomeno meterorico di rilievo e, anche se non si prevedono picchi del livello delle recenti Leonidi, esistono molti validi motivi per rendere questo appuntamento sicuramente interessante. Innanzitutto, a contrario delle Leonidi il cui picco è durato meno di un'ora, lo sciame delle Geminidi si mantiene su livelli elevati per un giorno intero, consentendo quindi agli osservatori di tutto il globo di potervi assistere. Lo sciame vero e proprio inizia il 7 dicembre, ma il massimo per noi si avrà nelle notti del 12 e 13 dicembre, quando verosimilmente si potrà assistere ad una-due meteore al minuto. Le Geminidi hanno la particolarità di avere una velocità d'impatto con l'atmosfera terrestre molto bassa, la più bassa fra tutti i principali sciami, solo 35 Km/s, contro gli oltre 70 Km/s delle Leonidi e questo le rende particolarmente "fotogeniche", molto luminose e con una alta percentuale di bolidi.
Ma le Geminidi hanno molte altre particolarità: innanzitutto sono uno sciame giovane. Le altre famose piogge di meteore quali le Leonidi e le Perseidi sono state osservate per migliaia di anni e ci sono documentazioni cinesi antichissime a ricordarcelo. Le prime Geminidi invece sono state osservate solo a metà dell'800, quando furono visibili 20-30 meteore l'ora. Col passare degli anni lo sciame si è intensificato: l'anno scorso si contarono 140 meteore l'ora e per quest'anno si pensa che il fenomeno possa quantomeno ripetersi.
Altra caratteristica di questo sciame è il suo "genitore". Dalla metà del secolo scorso gli astronomi cominciarono a cercare inutilmente la cometa genitrice. Gli insuccessi della ricerca durarono un secolo, fino a quando, nel 1983 venne scoperto un oggetto curioso che si muoveva sulla stessa orbita delle polveri delle Geminidi e che ben presto si è capito essere l'artefice dello sciame: ma, cosa strana, non si trattava di una cometa, bensì di un asteroide roccioso chiamato Phaethon 3200 . Questo asteroide ha un'orbita estremamente ellittica, di 1,4 anni che passa all'interno dell'orbita terrestre. Ma come fa un asteroide a produrre i residui che danno luogo ad uno sciame meteorico? Per le comete è facile: ogni volta che passano vicino al Sole il loro nucleo ghiacciato si scioglie e lascia lungo l'orbita una grande quantità di polveri. Ma per un asteroide roccioso la cosa si fa più complicata. Si è ipotizzato che Phaethon 3200 si possa essere scontrato con altri asteroidi oltre l'orbita di Marte e abbia così lasciato nello spazio una grande quantità di minuscoli granelli di polvere. Ma studi più avanzati hanno contestato questa ipotesi: infatti da attente osservazioni si è notato che Phaethon 3200 sembra sbriciolarsi man mano che siavvicina al Sole, comportandosi in questo caso come una cometa. E allora la domanda sorge spontanea...
Una cometa o un asteroide? Ci sono argomenti per entrambe le ipotesi. La struttura di Phaethon 3200 è quella di un asteroide roccioso, ma la sua orbita è simile a quella di una cometa e inoltre quando passa nei pressi del Sole, pur non rilasciando una coda cometaria vera e propria, lascia lungo la sua orbita una gran quantità di materiale. Molti astronomi sono giunti alla conclusione che Phaethon 3200 sia una cometa estinta che ha accumulato una gran quantità di polveri e di materiale roccioso che ha formato una crosta solida. Questo spesso manto roccioso fornisce a Phaethon 3200 l'apparenza di un asteroide, ma sotto la crosta rocciosa, batte il cuore di una cometa.
Liberamente tradotto da Space Science News