Il cielo estivo di fine luglio
Se nei mesi di luglio e agosto si ha la fortuna di imbattersi in qualche nottata serena non si perda loccasione di cercarsi un luogo un po riparato e, armati di binocolo, di perlustrarsi la volta celeste. La miriade di stelle che il cielo nero e profondo della nostra valle ci offre è uno spettacolo sensazionale che non finirà mai di stupirci. Se cominciamo le nostre osservazioni verso le ore 22 noteremo subito allo zenit brillare alcune stelle più luminose delle altre: queste sono Vega che, per il fenomeno della Precessione degli Equinozi, è destinata a diventare fra qualche migliaio di anni la nostra nuova stella polare, Deneb, nella costellazione del Cigno, 20 gradi più a est e Altair, nellAquila, quaranta gradi più a sud. Queste tre stelle formano il cosiddetto Triangolo Estivo. Altre due stelle ci colpiranno per il loro colore rossastro, Arturo nel Boote (o Bifolco) e, bassa allorizzonte, Antares nello Scorpione.Questultima, come ci indica il nome stesso, (Ares è il nome greco del Dio della guerra) era considerata lanti-Marte: infatti, quando Marte viene a trovarsi nella costellazione dello Scorpione è facile confonderlo per colore e per luminosità con la stella.
Alta verso il polo celeste notiamo la caratteristica "W" di Cassiopea e alla stessa altezza, ma dallaltra parte del polo, linconfondibile Orsa Maggiore. Prolungando di cinque volte la linea che congiunge le ultime due stelle del cassone del Carro si trova, come è noto, la Stella Polare, mentre lasse ricurvo del timone sembra indicare Arturo.
Altre sorprese ce le riserva la Via Lattea che, col nostro binocolo, vediamo scomporsi in migliaia di stelle. Nel punto in cui la Via Lattea sembra dividersi in due rami di stelle si trova la croce della costellazione del Cigno, di cui si parla in altra parte del foglio, con le sue brillanti Deneb, Sadr e Albireo. Più a ponente troviamo la Lira, con la luce bianca-azzurra della splendente Vega e quindi Ercole, in una zona dove non si trovano però stelle particolarmente luminose. Più a sud, a media altezza nellorizzonte, si trovano le ampie costellazioni dellOfiuco e dellAquila, caratterizzata questultima dalla bianchissima luce della già citata Altair. LAquila è una costellazione antichissima e le prime popolazioni della Grecia vi vedevano, con la solita fantasia degli antichi, un rapace nellatto di divorare il fegato di Prometeo. Più a sud e più basso sullorizzonte troviamo la costellazione del Sagittario, anchessa attraversata dalla Via Lattea, in una zona di cielo ricca di nebulose e di ammassi globulari che corrisponde al centro della nostra galassia. Seguendo verso nord il cammino tracciato dalla Via Lattea ritroviamo il Cigno e quindi Cassiopea, dove si conclude la nostra prima panoramica nel cielo destate.
Alcune osservazioni
Tra gli oggetti più interessanti da osservare nel cielo destate vi sono alcuni ammassi globulari che si possono facilmente risolvere nelle singole stelle anche con un piccolo telescopio e alcune nebulose molto spettacolari. Cominciamo la ricerca.
M4:
si tratta probabilmente dellammasso globulare più facile da localizzare in quanto si trova ad appena 1,3° ad ovest della luminosissima Antares. La sua Magnitudine visuale di 6.4 lo pone al limite della visibilità ad occhio nudo nonostante la distanza media di oltre 10.000 anni luce. Negli ultimi anni, oltre ad individuare circa 10000 immagini stellari fino a magnitudine 19.3, allinterno di M4 è stata scoperta la prima pulsar con un periodo di circa un millisecondo. Nel 1995 il telescopio spaziale Hubble ha individuato in M4 delle nane bianche, tra i corpi celesti più vecchi della nostra galassia.M13:
nelle notti limpide è possibile scorgerlo anche ad occhio nudo, dato che la sua magnitudine è di 5.7 ed appare come una piccola stella dai contorni nebulosi tra le stelle h e z della costellazione dellErcole, da cui il suo nome comune di "grande ammasso globulare di Ercole". Comunque è con un buon telescopio che M13 dà il meglio di sé: in questo caso infatti, lammasso globulare si risolve in una miriade di stelle brillanti veramente spettacolari, molto ravvicinate tra loro, anche se in realtà la distanza tra le singole stelle, anche tra quelle che sembrano più vicine tra loro, supera sempre lanno luce. La distanza di M13 dalla Terra è di 22.000 anni luce e nel suo nucleo la concentrazione di stelle è circa 500 volte maggiore che nei dintorni del nostro Sole, tanto che Timothy Ferris, nel libro Galaxies suppone che il numero totale di stelle dellammasso globulare sia di oltre un milione!M56:
si tratta di un ammasso globulare meno brillante dei precedenti soprattutto a causa della mancanza di un nucleo veramente concentrato. Si trova tra le costellazioni del Cigno e della Lira e più precisamente a metà strada tra Albireo e g Lyrae. La sua magnitudine visuale è di 8.2 e la sua distanza dalla Terra di circa 31.600 a.l., ma si sta accorciando: M56 infatti, viaggia verso di noi alla velocità di 145 Km/secM57:
contende ad M27 (v. sotto) il primato di essere la prima nebulosa planetaria ad essere stata scoperta (1779). Il termine Nebulosa planetaria non tragga in inganno: questi oggetti, infatti, non hanno nulla a che fare con i pianeti, ma devono questa denominazione ad unerrata interpretazione di Herschel, che nel 1785 paragonò questa nebulosa al pianeta Urano, da lui appena scoperto. In realtà queste nebulose sono associate ad una piccola e caldissima stella centrale, generalmente una nana bianca, estremamente densa che è circondata da unenorme massa di gas molto rarefatto, risultato dellesplosione di una supernova. La visione al telescopio di M57 è molto interessante: essa infatti si presenta come un piccolo anello di fumo, da cui il nome di Nebulosa anello o, data la sua collocazione, di Nebulosa anulare della Lira. M27: altra nebulosa planetaria, situata nella costellazione della Vulpecula, a sud del Cigno, ad una distanza di oltre 1100 a.l., anche se per le nebulose planetarie risulta ancor oggi difficile calcolare con esattezza la distanza dal nostro sistema. E nota anche con il nome di Dumbell Nebula o Nebulosa manubrio. E certamente loggetto di questo tipo più impressionante nel cielo, date le sue notevoli dimensioni e la sua luminosità di magnitudine apparente 7,4.M17:
viene anche chiamata Nebulosa Omega, o Ferro di cavallo o ancora Cigno a causa di una protuberanza occidentale a forma di uncino che ricorda, appunto, il collo di un cigno o la lettera greca Omega. Si tratta di una nebulosa diffusa, composta cioè di gas e di polveri luminescenti e, come spesso accade per gli oggetti di questo tipo, presenta unintensa formazione stellare al suo interno. Comprende numerose piccole stelle giovani e si calcola che la quantità di materia ancora inerte possa essere sufficiente per la formazione di almeno 800 stelle di tipo solare. E situata al limite settentrionale del Sagittario al confine con la costellazione del Serpente ad una distanza stimata di circa 5000 a.l.La costellazione del mese: il Cigno
Stelle maggiori |
Magn. |
distanza |
descrizione |
| Alpha Cygni (Deneb) | 1,3 |
1800 a.l. | Supergigante bianco-azzurra |
| Beta Cygni (Albireo) | 3,2 |
390 a.l. | Stella doppia |
| Gamma Cygni (Sadr) | 2,3 |
750 a.l. | Supergigante gialla |
| Delta Cygni | 3 |
160 a.l. | Bianca-azzurra |
| Epsilon Cigny (Gienah) | 2,5 |
82 a.l. | Gigante gialla |
| Mu Cygni | 4,8 |
55 a.l. | Stella doppia |
| Omicron Cygni | 3,8 |
500 a.l. | Stella doppia |
| 61 Cygni | 5,2 |
11,1 a.l. | Stella doppia |
Posizione
Costellazione ben visibile nel cielo destate e facilmente individuabile sia per la luminosità della sua stella maggiore, Deneb (in arabo, coda) sia per la presenza nella sua zona di una banda scura nella Via Lattea, detta Rift del Cigno o anche Sacco di carbone. Inoltre, la sua forma a croce (Croce del nord) e la presenza, pochi gradi ad ovest, della W di Cassiopea, rendono la costellazione del Cigno estremamente facile da trovare nella pur affollata regione in cui si trova.
Il mito
Diverse mitologie sono legate alla simbologia del cigno, ma la più famosa è forse quella di Giove e Leda.. Il mito narra che Giove, invaghitosi di una nobile e bellissima mortale di nome Leda, figlia del re di Tindaro, si trasformasse in cigno per essere accolto fra le sue braccia e ciò portasse infine la giovane a "procreare" due uova: dal primo uovo nacquero Elena di Troia e Polluce, dallaltro Clitemnestra e Castore. I primi due erano considerati figli di Giove, gli altri due figli di Leda, da cui si capisce come mai dei due Dioscuri solo uno fosse immortale.
Una variante dello stesso mito invece racconta di un Giove innamorato di Nemesis, dea della giustizia, la quale però non ne voleva sapere delle avance del sommo Zeus e pertanto si trasformava continuamente in un animale diverso per sfuggire alle sue voglie. Giove però, per non esserle da meno, si trasformava a sua volta in un animale sempre più forte o più veloce fino a quando, trasformatosi in cigno, raggiunse finalmente Nemesi che si era intanto, infelicemente e inutilmente trasformata in oca.
Descrizione:
1-Le stelle doppie
Al Cigno appartengono diversi oggetti interessanti e osservabili con telescopi di media potenza. Innanzitutto vi è Albireo (Beta Cyg) una bellissima stella doppia che presenta un evidente contrasto tra i colori giallo e azzurro delle due stelle che la compongono. Altre doppie interessanti sono omicron Cyg, composta da una gigante arancione e da una gigante azzurra e 61 Cyg, formata da una coppia di nane arancioni, la prima stella di cui si sia misurata la distanza, che è di solo 11,1 a.l.
2-Un buco nero?
Nei pressi di eta Cyg è stata di recente scoperta una forte emissione di raggi x, tanto che si ritiene di aver localizzato in quella zona un probabile buco nero denominato Cygnus X-1 che starebbe risucchiando i gas di una stella vicina. Le ricerche su questo oggetto misterioso comunque continuano, in quanto si cercano insistentemente soluzioni alternative allipotesi buco nero. Per saperne di più è possibile consultare le pagine web dedicate a questo oggetto allindirizzo: http://www.mclink.it/mclink/astro/topics/stelle/cygnus.htm
3-Le nebulose
Loggetto forse più conosciuto della costellazione del Cigno è la nebulosa NGC 7000, altrimenti nota col nome di Nord America per la sua forma che ricorda il profilo degli States. Si trova a 3° ad est di Deneb ed è possibile coglierne loriginale profilo anche con un buon binocolo. La sua luminosità superficiale è piuttosto bassa e pertanto la Nord America dà il meglio di sè nelle riprese fotografiche. Nei pressi, un po più a ovest, è possibile individuare unaltra nebulosa, la IC5067, più conosciuta col nome di Nebulosa Pellicano.
Al confine sud con la Vulpecula, vicino a Gienah, si trova unaltra nebulosa, la Veil Nebula, un grande anello filamentare di gas, risultato dellesplosione di una supernova avvenuta 50.000 anni fa.
4-Gli ammassi globulari
Nel Cigno si possono individuare anche due ammassi globulari aperti: M29 e M39. Il primo dista dalla Terra 4000 a.l. ed ha una magnitudine visuale di 7.1, è formato da circa una dozzina di stelle e si trova a 1.7° a sud-sudest di g Cygni. M39 è un ammasso molto ampio di circa 30 stelle situato molto più vicino al nostro sistema, circa 800 a.l., e molto bello allosservazione. Si trova 9° ad est di Deneb ed ha una magnitudine di 5.2