29 ottobre 2002: scoperta SN2002hg in ngc 3306 

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Nuovo successo, dopo quasi un anno di astinenza, del programma di ricerca di supernovae dell’Osservatorio del Col Drusciè denominato C.R.O.S.S.

Il 2002 non è certo stato un anno facile; diversi problemi al sistema di ripresa elettronica del Drusciè hanno tenuto fermo il gruppo di ricercatori cortinesi, che per molti mesi hanno dovuto rinunciare a fotografare le galassie inserite nella loro lista.

Da settembre però il telescopio automatizzato ha iniziato nuovamente a lavorare a pieno ritmo, “sfornando” in automatico centinaia di immagini di deboli galassie ogni notte serena.

Ed è così che all’alba del 29 ottobre lo strumento, programmato in remoto la sera precedente, si è acceso da solo un paio d’ore prima dell’alba e ha iniziato a riprendere tutte le galassie che sorgevano dal chiarore della luce solare per rendersi visibili dopo mesi di inosservabilità.

Proprio una di queste, NGC3306 una debole galassietta nella costellazione del Leone, presentava uno strano rigonfiamento vicino al nucleo che ha insospettito l’occhio esperto di Marco Migliardi. Purtroppo il cattivo tempo ha impedito di effettuare le opportune immagini di conferma nelle due notti successive e solamente il primo novembre si è potuto capire, da nuove riprese fatte nella notte, che effettivamente nei pressi del nucleo di NGC3306 era esplosa una supernova di tipo II e di diciassettesima magnitudine, denominata “SN2002hg”.

NGC 3306 è una remota spirale vista quasi di taglio che contiene più di cento miliardi di stelle; proprio una di queste è violentemente esplosa 125 milioni di anni fa (questa è la distanza in anni luce di NGC3306), divenendo tanto luminosa da eguagliare in splendore tutte le stelle della galassia. La sua luce, dopo un viaggio inimmaginabile attraverso le profondita degli spazi intergalattici, è arrivata solo ora ad impressionare l’occhio elettronico dell’Osservatorio del Col Drusciè.

Il valore della sua individuazione da parte di Marco Migliardi, al suo settimo successo personale (13° per l’associazione astronomica di Cortina, che ha scoperto anche un pianetino) non è certo ridimensionato dall’annuncio che un altro astrofilo inglese l’aveva preceduto di poche ore. Ormai anche nel campo della ricerca di supernovae la concorrenza è diventata fortissima e spietata; decine di ricercatori in tutto il mondo, soprattutto in Inghilterra ed in America, scrutano continuamente il cielo e la differenza che intercorre tra l’essere i primi scopritori o gli autori di una scoperta indipendente, come in questo caso, è dovuta solamente alla fortuna; una notte serena in America anziché a Cortina può fare la differenza.

Altre informazioni sulla galassia

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